Aspettando Natale

Parliamo un pò di  Jack Frost

Dall’inizio del Novecento, Jack Frost è talvolta presentato nella letteratura come figura elfica appartenente alla tradizione folcloristica nord europea; si crede che tale mito derivi dalla tradizione anglosassone e dalla mitologia scandinava, che lo vede come collaboratore di Babbo Natale. Il suo compito è quello di far nevicare ovvero creare le condizioni climatiche tipiche del periodo invernale per mimetizzare Babbo Natale durante la consegna dei regali. Jack Frost è un personaggio elfico risalente alla tradizione vichinga, è anche conosciuto come “Jokul Frosti” (Ghiacciolo Gelo). In Inghilterra e negli Stati Uniti d’America, Jack è una variante di “vecchio uomo d’inverno” (mastro gelo) ed è tenuto responsabile del tempo gelido, per il tumblr_memj55HEQS1qmzp1bo1_250naso e le dita dei piedi congelate dal tempo e per la colorazione delle foglie in autunno. È anche tenuto a lasciare i segni dell’inverno sulle abitazioni e nei boschi. A volte compare nella letteratura, nei film, in televisione, in canzoni e in videogiochi come un sinistro combina guai, ottenendo una discreta popolarità e diventando, a pieno merito, una delle creature mistiche più conosciute nei nostri tempi.

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È talvolta descritto o raffigurato con un pennello e una tavola dei colori (rosso, giallo, porpora e arancione) in mano, intento a colorare le foglie, o come un piccolo elfo che crea fiocchi di neve e opere d’arte sulle finestre snowman_animationdelle persone. È anche responsabile per le stalattiti che appende sui tetti e alberi. Nella tradizione nordica era un dio dal nome invernale aveva una forma umana ed era un parente del dio del vento. In Russia il suo nome era Padre Gelo (in russo: Дед Мороз) raffigurato con la stessa idea dell’Europa occidentale, che lo chiamava “il vecchio uomo d’inverno” (Old Man Winter), o più semplicemente Jack Brina (Jack Frost). Le leggende inglesi lo avevano modificato rendendolo una fatina sempre amichevole e cordiale.

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Jack Frost è spesso allegro e ama donare al graphics-christmas-snowman-669105mondo le sue arti invernali. Gli piace stare all’aria aperta e decorare gli ambienti con la sua arte. È un personaggio amichevole, ma se provocato può arrivare anche a congelare o ricoprire di neve le sue vittime. Prima della personificazione dell’inverno, è chiamato anche a presenziare durante l’autunno e la primavera. In primavera, mentre cammina felice tra sé e sé, può creare casualmente piccoli specchi d’acqua sulle pozzanghere grazie ai quali possiamo vedere il nostro riflesso sull’acqua. In autunno fa cadere le foglie dagli alberi al fine di prepararsi per la sua arte dell’inverno.

Da: Wikipedia

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Angeli di neve

 

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SnowAngels

Gli angeli di neve sono delle depressioni nella neve, create dal movimento del corpo umano, che hanno la sagoma di angeli.
Gli angeli di neve furono inventati da Anna Thomas nel 1904.
Un inverno cadde maldestramente di schiena in mezzo alla neve fresca; a causa della caduta, per un minuto, non fu in grado di alzarsi, ma riuscì solo a muovere gambe e braccia.
Quando finalmente riuscì ad alzarsi vide, che grazie alla sua disavventura, aveva creato nella neve un figura angelica: appunto un angelo di neve.

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Fonte:

http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli2/Avvento/Angelineve.html

(Ahh..seguite il consiglio!!! Createvi il vostro angelo di neve, sarà bellissimooo… 🙂 SnowAngelEarMuffsSmiley.gif~c200

qualsiasi sia la vostra…taglia 😀 snow_angel_sequence

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Ecco, questa e’ la vera storia degli Angeli di neve ma c’e’ anche un bellissimo racconto che rende tutto piu’ magico… anche se con un velo di malinconia. 🙂

L’Angelo della neve
C’era una volta un angelo che volava alto nel cielo. Amava volteggiare fra le nuvole e tuffarsi su esse come fossero un morbido mare di panna montata. Un giorno l’angelo, facendo capolino da uno scorcio creato da un soffio di vento, sotto di lui scorse un’altra soffice “nuvola” bianca che sembrava morbida proprio come le sue nuvole.angel1

Incuriosito si recò da S.Pietro e gli chiese cosa poteva esserci di tanto bello sulla terra da essere paragonabile al suo Regno e S.Pietro gli svelò il nome di quella cosa
“E’ la neve -gli disse- da noi parte sottoforma di tante piccole stelle e si posa sulla terra per abbellirla”.
L’angelo chiese il permesso di poter scendere per vedere se era morbida, soffice come le sue nuvole.
“Ok –accordò S.Pietro- ma stai attento perché laggiù non potrai usare le tue ali!” L’angelo aspettò che scendesse la notte perché con la luna piena quella distesa bianca era ancora più luminosa….chiuse gli occhi e….si buttò….giù in angel2picchiataaaaaaaaa!!!!!!Atterrò sulla schiena ma non sentì nulla: proprio come tuffarsi fra le sue nuvole! Tutt’intorno un silenzio ovattato, aprì gli occhi, l’aria era fredda, un brivido gli percorse il corpo ma era bellissimo! Stette qualche minuto così, col fiato sospeso ad assaporarsi quell’emozione, poi provò ad alzarsi ma…. che succede?…. non ci riusciva…., il corpo non si muoveva….
”e adesso? Cosa faccio?” Provò allora a muovere le ali…. ecco…. si muovono…. però non si staccano da terra…. Sbattevano su e giù lasciando sulla neve le loro impronte, ma non volevano sollevarsi! L’angelo continuò a muovere le ali senza stancarsi mai perché comunque era una senzazione bellissima!

Ma la luna dopo qualche ora si ritirò e fece capolino il sole: “Che fai lì a terra? Non dovresti essere in cielo?”angel4

L’angelo che aveva un po’ vergogna farsi vedere così a terra, immobile (che reputazione si sarebbe fatto? Un angelo che non vola?) prontamente rispose “Ma io non sono un angelo del cielo, io sono L’ANGELO DELLA NEVE” “Angelo della neve? Mai sentito!”

“Certo perché ne capita 1 su un milione, sai noi siamo molto rari!”
Il sole stette un po’ a pensare, c’era qualcosa che non gli tornava. Certo che era molto bello visto da lassù…. tutto quel candore…. con quelle morbide ali che tanto si adattavano a quel manto soffice….
”Ecco ci sono –riflettè il sole a un certo punto- Ma quando la neve si scioglierà tu cosa farai?” A quel punto l’angelo sussultò…. di colpo le ali smisero di battere….:”E’ vero! Non ci avevo pensato! Cosa farò?”. E’ così che fece un patto col sole:
“Se tu allungherai un tuo raggio verso di me, prenderai la mia ala e mi solleverai fin lassù, dove io potrò tornare a volare nel mio Regno fatto di nuvole, ti prometto che ogni volta che nevicherà io scenderò sulla terra e diventerò, solo per te, il TUO angelo della neve”.

angel7Il sole pensò: ”In fondo io non ho niente da perdere!”.
“certo, va benissimo” –rispose all’angelo.
E allungò un raggio verso di lui. Quando questo gli fu così vicino da sentirne il calore, l’angelo si spaventò.

“Ma è così caldo!” –disse.

“Sbrigati –ribattè il sole- la neve si sta sciogliendo!”
L’angelo, un po’ titubante lasciò che la sua ala fosse catturata dal raggio: in un attimo il corpo infreddolito riacquistò calore, e man mano che saliva…. sempre più caldo…. sempre di più….
“Non ce la faccio più –disse l’angelo.
“Dai siamo quasi arrivati, resisti”
Ma le delicate piume cominciarono a bruciare e in un attimo l’angelo prese fuoco….
Il sole restò lì impietrito: non pensava che l’angelo potesse essere così delicato!
Arrivò la sera, e il sole era sempre più abbattuto per ciò che era accaduto.
Incrociò per un attimo la luna che, colpita dal suo sguardo triste chiese:
“Che hai oggi? Mi sembri triste!”
“Sai oggi mi è accaduto un fatto strano….” e raccontò tutto alla luna.angels8
“Su dai, non pensarci più, guarda in alto,….lassù,…. vedi?”
Il sole alzò gli occhi e, attraverso uno squarcio fra le nuvole vide centinaia di angeli che danzavano fra loro.
“Vedi quanti angeli ci sono? Non sono bellissimi? –disse la luna.
“Certo –rispose il sole- sono tanti…. belli….”
“E allora –insistette  la luna- chiamane un altro”

“Non puoi capire –la interruppe il sole- quello era il MIO ANGELO DELLA NEVE ed era UNICO!”

Dopo queste parole lasciò il cielo alla luna e sparì.
angelunaLa luna lo guardò allontanarsi e forse non capì mai quello che aveva provato il sole perché lei non aveva mai visto un angelo della neve e…. chissà…. forse nessuno ne avrebbe mai più visto un altro….

Racconto scritto da Emanuela

 

 

Aspettando Natale..

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Aspettando il Natale ci tornano in mente tantissime storie riguardanti la magia di questo periodo e tutte ci sembrano vere come questa 🙂

La vera storia dell’Albero di Natale

In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l’oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa.0085

Per giunta incominciò a cadere una fitta nevicata. Il ragazzo si sentì assalire dall’angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.
Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l’albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.Abeti-83507

La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani.
Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra. Aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.albero-natale ghiacciato

In ricordo di quel fatto, l’abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.

Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.

NATALE-3

Aspettando Carnevale…

LA LEGGENDA DI CARNEVALE

Carnevale era un Re, potente e generoso.

Le porte del suo palazzo erano sempre aperte e gaietto

chiunque poteva entrare nelle cucine della reggia

e saziarsi a volontà.

Ma i sudditi  approfittarono del suo buon

cuore e a poco a poco si presero tanta confidenza,

da costringere il povero re a non uscire più dal suo

palazzo per non essere fatto oggetto di insulti.

Quindi si ritirò in cucina e lì rimase nascosto,

mangiando e bevendo in continuazione.

Ma un  giorno,era sabato, dopo essersi saziato ed abbuffato

,cominciò a sentirsi male.

Grasso come un pallone,il volto paonazzo ed il ventre lacrimoso_copia

gonfio, capì che stava per morire per la sua ingordigia.

Tutto sommato era felice per la vita allegra che aveva

condotto, ma non voleva andarsene così, solo,

abbandonato da tutti.

Si ricordò allora di avere una sorella, una donnina

fragile, snella , di nome Quaresima,

che lui, un giorno, aveva cacciato di corte.

La mandò a chiamare e lei, generosa, accorse;

gli promise di assisterlo e farlo vivere altri tre giorni,

domenica, lunedì e martedì, ma in cambio pretese di stuporello

essere l’erede del regno.

Re Carnevale accettò e passò gli ultimi tre giorni della

sua vita divertendosi il più possibile.

Morì la sera del martedì e sul trono, come

precedentemente avevano stabilito, salì Quaresima.

Per risollevare l’economia del regno, lavorò duro e

grosse penitenze furono le caratteristiche del suo

governo.

In molti paesi  oggi la Quaresima  è rappresentata

da una “pupattola” appesa ai balconi delle abitazioni.

E’ una bambola di pezza, raffigurante una vecchia magra e

brutta, con un fazzoletto in testa.

L’abito è spesso realizzato con la stoffa nera . am_2

Alle gambe della bambola è appesa un’arancia, in cui

sono infilate 7 penne di gallina, da sfilarsi una ogni

domenica che precede la Pasqua.

(da: POESIA E NARRATIVA)

Aspettando Carnevale

Febbraio mattacchione  di Ugo Petrini.

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Gli uomini, per scordare almeno una volta all’anno, i loro crucci, avevano inventato il Carnevale. In quei giorni, si mettevano in faccia barbe e nasi finti, vestivano braconi rigatini, si lanciavano manciate di coriandoli. Era una festa pazza e bisognava trovarle un mese adatto. Quale dei dodici fratelli era il più allegrone, il più matto di tutti? Gli uomini affidarono la decisione ad una giuria di saggi. Si presentò Gennaio e, tanto per scherzare, tirò uno spiffero di tramontana sul collo dei giurati. Questi rabbrividirono e cominciarono a suonar starnuti:

– Etcì! Etciù! Accidenti a Gennaio! avanti un’altro…..
Trillye
Agosto volle sbalordire i presenti: coprì il sole con una nuvola color carbone, accese un lampo e fece esplodere un tuono, come una cannonata. I saggi, per lo spavento, ruzzolarono giù dalle sedie:
-Via. via, – gridavano – questi, non son giochi da farsi!
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Ottobre, perchè lo vedessero allegro dalla testa ai piedi, bevve tre fiaschi di vino nuovo e giunse dinanzi ai giudici completamente brillo; così fece una cascatona per terra e si mise a piangere come una fontana.
Trillye
La giuria stava gia perdendo la pazienza, quando si presentò Febbraio, il più corto, il più mingherlino dei dodici. Tirò fuori di tasca un solicello tiepido e ne fece omaggio ai giudici; impugnò un innaffiatoio e spruzzò garbatamente la testa pelata di uno di essi; liberò da un sacchetto un venticello e lo infilò nei soprabiti e sotto i capelli dei presenti, solleticandoli con gusto: e quelli giù a ridere, a ballare, a saltare: un vero carnevale. La giuria si levò in piedi a fatica e, ridendo, decretò che Febbraio era degno di ospitare la festa più allegra dell’anno.
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