Tempo di Natale…tempo di leggende(3)

elf-greenPerché mi sarei vestita da elfo? Per farmi un selfie? 😀 Ma nooo…è solo per raccontarvi…

.

Storia e leggenda dei Folletti di Babbo Natale

graphics-elves-756437

I Folletti di Natale sono piccole creature che vivono al Polo Nord con Babbo Natale. Sono i suoi aiutanti più fidati!
Queste creature che possono vestire di verde o di rosso, in base al loro gusto personale, hanno lunghe orecchie appuntite. Essi si occupano di costruire i giocattoli nel laboratorio di Babbo Natale e si prendono cura delle renne.2016-12-07-00-36-58

I Folletti o Elfi, in generale, hanno origini dalle storie pagane del nord Europa, discendenti degli “gnomi di casa” scandinavi (gnomi buoni e servizievoli con le persone buone che difendevano le case dagli spiriti malvagi) e sono state introdotte nel mondo di Babbo Natale nel XIX secolo, negli Stati Uniti; in alcune leggende, addirittura, lo stesso Babbo Natale è ritenuto un elfo! Comunque, i Folletti di Babbo Natale sono diventati parte della tradizione natalizia americana che è stata poi esportata, insieme a Babbo Natale, in molte parti del mondo.elforid La tradizione americana degli Elfi di Natale deriva dalle leggende del nord Europa, infatti le loro descrizioni derivano dagli elfi presenti nel folklore inglese. Gli assistenti di Santa Claus possono essere raffigurati in modi diversi, con una grande varietà di stili e di colori soprattutto nel nord e nell’ovest dell’ Europa..
I moderni folletti di Babbo Natale apparvero per la prima volta nel 1856, quando Louisa May Alcott completò, ma non pubblicò, un libro intitolato “Folletti di Natale”. SI possono vedere anche in alcune incisioni del 1873 del Godey’s Lady’s Book, dove vengono ritratti mentre circondano un Babbo Natale indaffarato. Altre apparizioni, sono del 1876, in un lavoro di Edward Eggleston: “The house of Santa Clause, una fiaba di Natale per le scuole domenicali”image
L’immagine classica degli elfi nell’immaginario collettivo, però la lasciò il Godey’s Lady’s Book con la sua immagine di copertina del 1873.
I folletti più famosi e con le funzioni più importanti sono:
Alabaster Snowball: che ricopre l’incarico più delicato, è l’Amministratore della lista di Babbo Natale (quella dei bimbi buoni)
Bushy Evergreen: inventore della macchina per rendere magici i regali
Minstix Pepper: guardiano del luogo segreto dalla dimora di Babbo Natale2016-12-07-00-38-44
Shinny Upatree: il più vecchio amico di Babbo Natale e co-fondatore del villaggio segretot
di Babbo Natale
Sugarplum Maria: conosciuta anche come Mary Christmas, è l’assistente della moglie di Babbo Natale e la aiuta a preparare le sue delizie in cucina.
Wunorse Openslae: designer della slitta di Babbo Natale e la responsabile della sua manutenzione. Si prende cura anche delle renne, che pare riescano a raggiungere la velocità della luce!

Da: meravigliosonatale.blogspot.it

Tempo di Natale…tempo di leggende (2)

vischio

Abbiamo iniziato col parlare del Vischio perché tante leggende (cristiane o meno) e tradizioni natalizie sono legate a questo arbusto..

Il suo nome latino è Viscum album, ed è una pianta cespugliosa che cresce soprattutto in inverno alle pendici di pioppi, querce e tigli.
Al vischio sono riconducibili leggende e tradizioni molto antiche: i celti, ad esempio, lo chiamavano oloaiacet e lo consideravano, insieme alla quercia, una pianta sacra e dono degli dei; secondo una leggenda nordica, invece, teneva lontane disgrazie e malattie…
Ma la tradizione più importante legata a questa pianta è quella natalizia.visch
L’usanza di appendere all’uscio di casa un rametto di vischio, si perde nelle lontane terre del nord Europa, popolate dai celti e dai mitici sacerdoti druidi.
Questi, vi associavano prima di tutto una forza magica, in grado di far deporre le armi ai nemici che si fossero incontrati in sua prossimità e, proprio per tale ragione, il vischio è oggi augurio di serenità e pace, ed appenderlo alla porta di casa regalerà armonia a tutti i suoi abitanti. Inoltre, le antiche popolazioni nordeuropee vi attribuivano importanti doti curative e, tutt’oggi, i contadini che lo trovano tra i rami dei propri meli, dei peri, dei susini, dei mandorli, dei pioppi, degli aceri e ovviamente degli abeti, lo considerano un dono da proteggere contro mani avide ed inopportune.
Leggende appartenenti alle popolazioni più disparate attribuiscono al vischio speciali virtù fecondative. In particolare, questo valore sacro è rimasto nel folklore delle popolazioni del nord dell’Europa ed è legato al periodo del solstizio d’estate (San Giovanni), e d’inverno (Natale).

bacio

Un bacio sotto il Vischio
La leggenda del vischio trae le sue origini proprio da queste terre e dalla dea anglosassone Freya (o Frigga), sposa del dio Odino e protettrice dell’amore e degli innamorati. La leggenda narra che Freya aveva due figli, Balder e Loki, il primo buono e dolce, il secondo ovviamente cattivo, invidioso e soprattutto dispettoso nei confronti del fratello.
Venuta a conoscenza di ciò Freya cercò di proteggere Balder e chiese a Fuoco, Acqua, Terra, Aria e a tutti gli animali e le piante di giurare la loro protezione per l’incolumità del figlio e ottenne la loro protezione. Ma l’astuto Loki però scoprì che la madre non si era rivolta ad una pianta, che non viveva né sopra né sotto terra: il vischio. Intrecciando i rami di questa pianta fece così un dardo appuntito, lo diede al dio cieco dell’inverno, che lo tirò dal suo arco e colpì Balder, il quale morì sul colpo.
Freya, rassegnata e disperata, pianse tutto il suo dolore sul corpo del figlio e le sue lacrime a contatto con il dardo di vischio, diventarono le bacche perlate della pianta e Balder magicamente riprese vita. Così Freya, colma di felicità, ringraziò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio con un bacio. Per questo motivo la tradizione vuole che chi sta sotto il vischio si baci!

Da: meravigliosonatale.blogspot.it

2013-02-18-10-51-53

Tempo di Natale…tempo di leggende

 

Ci avviciniamo al Natale e gia’ si sente nell’aria qualcosa di nuovo…meglio forse dire “qualcosa di vecchio” che ogni anno si rinnova e ci trascina in quella magica atmosfera dove tutto sembra possibile…e le leggende ci aiutano a sognare.

Iniziamo con questa: 😊

image

LA LEGGENDA DEL VISCHIO

C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante.
L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva amici.
Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:
– Fratello, – gli gridarono – non vieni? Fratello, a lui fratello?
Lui non aveva fratelli.
Era un mercante e per lui non c’erano che clienti a cui vendeva e fornitori da cui comprava.
Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli!
Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello.
Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro.
E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco.
Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e
nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa.
E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri.
– Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E cominciò a piangere. Appoggiato a un albero, davanti alla grotta,
il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle,
in mezzo a due foglioline.
Era nato il vischio.

image

 

Racconti di Pasqua

salice1 piangente

.

La LEGGENDA del SALICE

Gesù saliva verso il Calvario, portando sulle spalle piagate la croce pesante. Sangue e sudore scendevano a rigare il volto santo coronato di spine. Vicino a Lui camminava la Madre, insieme ad altre pie donne. Gli uccellini, al passaggio della triste processione, si rifugiavano, impauriti, tra i rami degli alberi.

Ad un tratto Gesù stramazzò al suolo. Due soldatacci, armati di frusta, si precipitarono su di Lui, allontanando la Madre, che tentava di rialzarlo “Su, muoviti! E tu, donna, stàttene da parte.” Gesù tentò di rialzarsi, ma la croce troppo pesante glielo impedì. Era caduto ai piedi di un salice …

Cercò inutilmente di aggrapparsi al tronco. Allora l’albero pietoso chinò fino a terra i suoi rami lunghi e sottili perché potesse, afferrandosi ad essi, rialzarsi con minor fatica. Quando Gesù riprese il faticoso cammino, l’albero rimase coi rami pendenti verso terra: perciò fu chiamato Salice Piangente.

Quel giorno che la Primavera arrivò in anticipo

Allie-Peeking-Through-Curtain-Winter-with-Effects-Composite-Master
.
La terra era ancora dura di gelo e immobile nel freddo invernale.wakie-wakie-its-groundhog-day_animated_gif Nascosti nelle tane gli animaletti dormivano profondamente. Il lievissimo respiro regolare segnava, come lo scandire dei secondi di una sveglia, il passare del tempo. Sotto terra i piccoli semi intirizziti in paziente attesa della prima uscita primaverile, sapevano di dover attendere ancora qualche tempo.
Un giorno mentre tutto ancora dormiva arrivò nel bosco una signorina alta ed elegante. Con passo danzante e leggero si faceva largo gettando a casaccio piccoli boccioli nei prati e sugli alberi. Tra i  suoi capelli del verde brillante dell’erba la camomilla faceva capolino allegramente. spring girlAveva fra le mani tulipani, viole e mimose; il suo abito di fiori di pesco e di ciliegio spandeva intorno un irresistibile profumo che si insinuava in ogni angolo remoto.
Era febbraio, il signor Inverno non ci mise molto ad accorgersi che qualcosa succedeva a sua insaputa nel bosco di cui era custode fino al venti del mese di marzo. Uscì immediatamente e una ventata di freddo vento raggelò i piccoli fiori che la Primavera in anticipo aveva incautamente fatto uscire.Piglet-flower Nuvoloni scuri si addensarono improvvisamente all’orizzonte e in un lampo consegnarono il loro carico, poco dopo la terrà tornò  a essere un manto bianco uniforme. I fiori si ritirarono in un angolo, cercando di proteggersi dalla furia invernale, mentre una voce risuonò alta “Senti Primavera non fare la svampita, tornatene a casa che il mio contratto scade tra un mese!” 
La Primavera raccolse come poté i suoi fiori e ritornò sui suoi passi dicendo: “Ma come sei suscettibile e precisino Signor Inverno, potresti anche concedermi qualche giorno dei tuoi.” Ancora la voce dell’Inverno tuonò imperiosa: “Sparisci!”
Nel bosco tornò la calma invernale, gli uccellini affacciatisi a sentire il battibecco tornarono al riparo mentre gli animali in letargo non si accorsero di nulla, ci father wintervoleva ben altro che una litigata tra le stagioni per svegliarli.