La leggenda del coniglio di Pasqua

Una storia affascinante sul coniglio di Pasqua riguarda una divinità sassone associata alla Primavera di nome Eostre – o Ostara, da cui la parola per Pasqua in tedesco, Ostern, e in inglese, Easter.
La leggenda racconta che, un pomeriggio di primavera, la dea Eostre, per far divertire i bambini da cui era circondata, trasformò in coniglio l’uccellino che aveva appoggiato sul suo braccio.
I bambini furono molto felici per questa trasformazione, non l’uccellino, che al contrario ne era rattristato. I piccoli, allora, chiesero alla dea di ritrasformare il coniglio in volatile. Nel frattempo era però giunto l’inverno e la dea, esausta, non aveva più le capacità per annullare l’incantesimo. Ritornata la primavera, la dea Eostre riacquistò le proprie forze e ridiede all’uccellino la forma originale. Per la gioia il piccolo pennuto, depose delle uova colorate che regalò ai bambini e alla dea.
da: bresciaatavola.it

Le uova sono troppo dolci? Che le devo dire? Saranno uova di Pasqua.
(Totò)

La Pasqua di questo 2020 sarà un po’ diversa a causa del coronavirus che ci obbliga a restare a casa per il bene di noi tutti ma la nostra fantasia è libera di uscire 🙂 e di cercare anche nelle favole un modo per superare questo tremendo periodo.

Le uova fiorite

C’era una volta un coniglietto che voleva regalare a due bambini suoi amici tante uova di Pasqua. Per far loro una sorpresa, cercava un posto dove nascondere le uova. All’alba si avvicinò alla casa dei bambini col suo sacchetto rigonfio. Il prato Iì davanti era tutto coperto di fiori di croco, bianchi, gialli e azzurri, che somigliavano a tante uova colorate. Il coniglietto nascose le uova tra i fiori e se ne tornò a casa. AI sorgere del sole avvenne un fatto straordinario: i fiori del prato diventarono uova di Pasqua. Una colomba se ne accorse e andò in giro a spargere la notizia. Presto il prato fu pieno di bambini, mentre le uova di cioccolato continuavano a fiorire. Ancora oggi i vecchi del paese raccontano che quella sia stata la Pasqua più dolce di tutte.

da: rosalbacorallo.it

Pensieri, aforismi, citazioni…come vengono.

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.
( Gilbert Keith Chesterton)

Dal libro: LE NOTTI BIANCHE

“Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani.”

FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ

E' primavera

La primavera

L’inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d’argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell’erba.
Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti. E tutto era puro,
giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.

Grazia Deledda

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#iorestoacasa ma mi riempio di…primavera !!! 🙂

Winter always turns to spring. L’inverno si trasforma sempre in primavera. (Buddha)

Una che sa stare a casa…

È uscita oggi dal letargo Ruga, la mia tartaruga. 🐢

lei sa bene cosa vuol dire “stare a casa”😊

Il suo letargo che per noi umani equivale forse a stare a casa forzatamente è durato tre mesi😳 ma ora eccola qua, più in forma che mai che riprende la sua solita vita tra erba e fiori. 🌼

In questi giorni seguiamo il suo esempio, prendiamoci una pausa e…andiamo in letargo 😊 finché la “primavera” non tornerà anche per noi.

Ruga, fiduciosa come sempre, ha aspettato il suo momento per uscire e conoscendo bene il proverbio che dice: “ chi va piano va sano e va lontano…” ora va tranquilla verso il sole.🌞

https://vimeo.com/397516568 (video)

#iostoacasa

L’Italia unita ce la farà: un messaggio di incoraggiamento da Porta a Porta

L’ITALIA UNITA CE LA FARA’

Noi rapiti dalla paura, noi obbligati alla solitudine, noi nelle mani della scienza. noi grati alla scienza. Noi responsabili e coscienti, noi padri antichi sopravvissuti tra untori numerati. Noi figli del globale che al mostro ha offerto il viaggio dall’oriente come ai cellulari e a i giochi dei bambini. Noi che ora non cantiamo nei cori delle chiese e non spingiamo più alle code e al bar misuriamo il metro.

Noi che vediamo i nostri figli dormire un po’ di più e con fatica spieghiamo loro di questa festa triste. Noi che contiamo i morti e se è anziano, impareremo a non dire “ah ma se è anziano”.


Noi come gente semplice di un paese in guerra che il pericolo semplifica gli approcci ma questa volta annulla gli abbracci. Noi ci sosterremo con clemenza ed efficienza. Noi giocheremo per le strade libere a tana libera tutti. E ai nostri ricercatori porteremo fiori e più soldi in busta paga. 

Riapriremo alberghi e aziende. E guarderemo di nuovo, ma con stupore, l’azzurro del nostro mare e l’arte dei nostri abiti. Noi riapriremo la Scala, perchè all’alba vincerò! 

Noi che il futuro non sarà più quello di una volta faremo della paura di oggi la forza di domani. Noi che Leopardi è tra i libri di casa: “Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Di Concita Borrelli e Giulio Mainenti.

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Per ora noi che ce ne stiamo tranquilli a casa, ci guardiamo i tanti video che ci ricordano che l’Italia è così tanto bella che questo stop “virale” non fermerà la nostra voglia di ricominciare a fare progetti e andare per monti, mari, valli e…spiagge della nostra penisola. 🙂

ad una nuova stagione…

anche del Conero