Tutto Zen 12 (angolo meditativo per volerci bene)

È passato ancora del tempo dall’ultima volta che sono tornata in questo mio angolo virtuale dove trovare un po’ di tranquillità e serenità. I giorni passano veloci ma sembrano tutti uguali. Forse siamo malati non del virus ma di un’altra malattia ancora più subdola e infame: l’ABITUDINE. Ormai ogni cambiamento ci lascia indifferenti, siamo ormai assuefatti a tutto o quasi.

“L’abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.”

(Oriana Fallaci)

Ma io sono ottimista e credo negli insegnamenti dei Navajo…

“Ogni giorno è diverso dall’altro, ogni alba porta con sè il suo speciale miracolo, il suo istante magico, in cui si distruggono gli universi passati e nascono nuove stelle.
I Navajo, infatti, insegnano ai loro bambini che ogni mattina il sole che sorge e’ un sole nuovo.
Nasce ogni giorno, vive solo per quel giorno, muore alla sera e non ritornerà più.Dicono ai loro piccoli: Il sole ha solo questo giorno, un giorno. Vivi bene la tua vita in modo che il sole non abbia sprecato il suo tempo prezioso.”

(tratto dal libro: Le Valchirie, Paulo Coelho)

Swami Vivekananda soul – La preghiera del silenzio
Siediti ai bordi dell’aurora,
per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte,
per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente,
per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio,
Dio ti parlerà.

Paddington bear…

Si avvicina il Natale e anche l’orsetto Paddington ce lo ricorda con il suo personaggio che vive tra la realtà e la fantasia come tutti noi vorremmo vivere il periodo natalizio.

Oggi, 21 settembre e l’estate non se ne va!

Sarà perché finiscono le vacanze, si torna al lavoro e si riaprono le scuole, ma l’estate – quella astronomica – non è ancora finita. Ufficialmente la stagione termina il 23 settembre 2022 alle 3.03 ora italiana e questo momento è noto come equinozio d’autunno. Questo giorno ha una particolarità: il dì e la notte hanno la stessa durata e infatti il nome stesso deriva dal latino “aequinoctium” che significa, appunto, “notte uguale”.

Equinozio d’autunno, miti e tradizioni nel mondo

Oggi il momento dell’equinozio d’autunno, grazie agli studi scientifici che ci spiegano esattamente il suo meccanismo, ha perso quel fascino anche esoterico che ha custodito a lungo nel corso del tempo. Sono diverse infatti le celebrazioni legate a questo momento dell’anno, alcune delle quali ancora vive oggi nella tradizione di diversi popoli. In Iran, ad esempio, l’equinozio d’autunno è noto anche come il giorno del Mehr, o anche primo giorno della Bilancia, e nel calendario iraniano rappresenta una delle festività note come “Jashne Mihragan”, il festival della condivisione dell’amore per lo Zoroastrismo.

Spostandoci più a Est, sono molti i Paesi asiatici che in prossimità di questo giorno, o meglio il quindicesimo dell’ottavo mese lunare, celebrano pure la festa di metà autunno. Si tratta di una festività ufficiale la cui data è variabile, non essendo il calendario lunare sincronizzato con il nostro gregoriano e dunque il giorno solo a volte può corrispondere con l’equinozio d’autunno, ma in generale il culto deriva proprio da questo evento astronomico.

Ne sapevano di astronomia anche i nativi americani, che in occasione dell’equinozio d’autunno festeggiano la Luna piena del raccolto, nota anche come “Harvest moon”. Si tratta infatti della luna piena più vicina all’equinozio d’autunno, di solito anche se quest’anno la più vicina sarà quella di ottobre; il motivo è molto semplice, ovvero nel 2020 la luna piena c’è stata il 2 settembre, sfasando così gli eventi degli anni successivi.

Nel 2022 infatti la luna piena più vicina all’equinozio avverrà il 1° ottobre.
Ancor più affascinante è il culto che si celebra a Machu Picchu, dove si trova la pietra Intihuatana. Quest’oggetto serviva agli Inca per la misurazione periodica del sole ed è in grado di indicare con esattezza la data dei due equinozi e quella di altri eventi astronomici.

I Celti davano a questo giorno una sacralità ancora maggiore, indicandola come la prima festività dell’Oscurità. Essendo il giorno che si trova tra i due solstizi, la festività di Mabon doveva significare equilibrio, come quello che c’è tra il dì e la notte e, rifacendosi al mito di Persefene e Demetra, aveva come tema centrale quello della separazione, che poteva essere tra due innamorati o anche tra una madre e una figlia. Venendo ai giorni nostri, in Giappone il primo giorno d’autunno è festa nazionale e fa parte dei 24 Setsubun, i giorni di transizione più importanti dell’anno. In particolare la festa dell’equinozio d’autunno viene chiamata “Shuubun No Hi” e viene spesa osservando la caduta delle foglie d’acero, un albero dai risvolti sacri per i giapponesi. (Fonte: meteo.it)

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Devo essere sincera, io non ho passato un’estate piacevolmente rilassante…😤 troppo caldo, troppo sole, troppi cambiamenti atmosferici improvvisi, troppo di tutto…e spero che in autunno si possano avere un po’ di giornate tranquille e rilassanti per godere al meglio tutto quello che ci porterà.