Solstizio d’estate 2023

Il 21 giugno segna la fine della primavera.

Si dice che il 21 giugno sia il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno, ma non è corretto. E comunque, il cosiddetto “solstizio d’estate” non è una giornata intera, bensì un preciso momento. Si verifica quando l’asse di rotazione della Terra è inclinato al massimo verso il Sole, facendo sì che quest’ultimo raggiunga la sua posizione più alta nel cielo. Il solstizio d’estate cade il 21 o il 22 giugnonell’emisfero nord e il 21 o il 22 dicembrenell’emisfero sud. In Italia, quest’anno, si è verificato il 21 giugno (ma è una pura coincidenza) nel tardo pomeriggio. Nel 2024, il solstizio d’estate si verificherà il 20 giugno. Segna l’inizio dell’estate astronomica, che dura fino all’equinozio d’autunno, quando il giorno e la notte hanno la stessa durata. Tuttavia: l’estate astronomica non coincide con l’estate meteorologica, perché quest’ultima si basa invece sulle temperature medie e in genere inizia ben prima del solstizio (anche se quest’anno non sembrava, visto il meteo delle settimane scorse).

È un evento carico di significato culturale e spirituale per molte civiltà antiche e moderne, che lo celebrano da millenni con riti e feste. Alcuni esempi sono la festa di San Giovanni Battistain Italia, la festa di Midsummer in Scandinavia, la festa di Inti Raymi in Perù e la festa di Yule in Australia.

STONEHENGE

Il solstizio d’estate cade tra il 20 e il 22 giugno perché la durata dell’anno siderale, ovvero il tempo che impiega la Terra a compiere una rivoluzione completa intorno al Sole, è di circa 365 giorni e 6 ore. Tuttavia, il nostro calendario si basa su un anno di 365 giorni esatti. Ciò significa che ogni anno si accumula un ritardo di circa 6 orerispetto all’anno precedente. Tale ritardo viene compensato con l’aggiunta di un giorno extra nell’anno bisestile, che si verifica ogni quattro anni. ( da http://www.gazzetta.it)

Inti, il Dio Sole

L’Inti Raymi, che si tiene a Cusco il 24 giugno, celebra Inti, il Dio Sole, e la sua rinascita. Questa grandiosa cerimonia si svolge a pochi giorni dal solstizio d’inverno, il giorno in cui il Sole è alla massima distanza dalla Terra, e, che nella cultura inca, rappresentava l’inizio di un nuovo anno. Una tradizione che continua da più di 600 anni. Inti nella scala delle divinità inca era secondo solo a Viracocha, il creatore, e di rango più alto rispetto alla Pacha Mama. Suo era il controllo sulla luce, sul calore e sull’agricoltura, e quindi sulle principali fonti di sostentamento, sia per gli uomini che per gli animali. A lui erano dedicati grandi tributi e sacrifici, oltre che riti magici, affinchè non si allontanasse dalla Terra. La famiglia reale Inca credeva di discendere direttamente dal Dio Sole, e questo è uno dei motivi per cui tutti i più grandi templi dell’Impero erano dedicati proprio a lui. (www.portamiaviaggiare.it)

Festa di INTI RAYMI in Perù

Solstizio, l’etimologia

Questo termine viene dal latino ‘solstitium’, parola composta da ‘sol’, Sole, e ‘sistere’, fermarsi. Nel suo movimento apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco, il Sole sembra, infatti, fermare la sua ascesa (d’estate), e dunque quasi fermarsi nel cielo, prima di cominciare la discesa che, nel giorno del solstizio d’inverno, toccherà il punto più a Sud.

L’attimo fuggente….🌞

La bellezza del mondo: “Manhattanhenge“ a New York

Il tramonto visto dalla 42a strada nel cuore della “Grande Mela”

 30/05/2023

Anadolu Agency

Tramonti mozzafiato a New York in questi giorni: è il momento del “Manhattanhenge”.

Impropriamente chiamato anche Solstizio di Manhattan, il “Manhattanhenge” è l’effetto che si crea quando il Sole al tramonto si allinea perfettamente con la griglia stradalesull’asse est-ovest, nel cuore della ”Grande Mela”.

Il termine fa riferimento a Stonehenge, il celebre monumento neolitico allineato in direzione dell’alba del solstizio d’estate e del tramonto del solstizio d’inverno.

Al posto del cerchio di pietre, il suggestivo canyon creato dalle linee parallele di grattacieli di acciaio, vetro e cemento.

I tramonti e le albe si allineano su New York due volte all’anno, in date equamente distanziate dal solstizio d’estate e dal solstizio d’inverno. Gli allineamenti al tramonto si verificano intorno al 28 maggio e al 13 luglio.Gli allineamenti all’alba si verificano intorno al 5 dicembre e all’8 gennaio.

Secondo il piano urbanistico del 1811, la griglia stradale della maggior parte di Manhattan è ruotata di 29 gradi in senso orario rispetto all’asse est-ovest. Di conseguenza, quando l’azimut del tramonto è di 299 gradi (cioè 29 gradi a nord del vero ovest) il tramonto si allinea alle strade della griglia. 

Lo spettacolo del “Manhattanhenge” è visibile lungo molte strade tra cui la 14a, 23a, 34a, 42a e 57a strada.

Uno dei punti di osservazione privilegiati è il Tudor City Bridge sulla 42esima che in queste occasioni si affolla di fotografi.

Le date precise di “Manhattanhenge” dipendono dalla data del solstizio d’estate, che varia di anno in anno intorno al 21 giugno. 

Si parla di “sole pieno” quando il disco solare appare interamente sopra l’orizzonte, mentre “mezzo sole” quando il disco solare è parzialmente nascosto sotto l’orizzonte. (Tratto da Rai News)

Essere civili

Come miglioreresti la tua comunità?

Ho trovato la risposta in questo post di James Lucas su Twitter:

Uno studente chiese all’ antropologa Margaret Mead quale riteneva che fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così.

Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.

Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi.

Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo.

Primo novembre, festa di Ognissanti: significato e tradizioni

La festa che ricorda tutti i Santi ha origini antichissime. È una celebrazione cristiana che, però, mescola elementi sacri e profani. Si osserva in Paesi di tutto il mondo, con tradizioni diverse, dal Messico alla Baviera passando per il Guatemala, mentre negli Stati Uniti si lega ad Halloween.

Storia

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad essere celebrate nel IV secolo. La ricorrenza della Chiesa occidentale potrebbe derivare dalla festa romana che celebra l’anniversario della trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610. In seguito, Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festa era diffusamente celebrata in novembre. Il 1º novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio, nell’835.

Tradizioni di tutto il mondo

In diversi Paesi, inclusa l’Italia, il giorno di Ognissanti è un giorno festivo, mentre non lo è il giorno della Commemorazione dei defunti (2 novembre). Di conseguenza, molte persone visitano il cimitero nel giorno di Ognissanti. In Austria e Baviera è consuetudine il 1° novembre che i padrini diano ai loro figlioli una pasta lievitata intrecciata (Allerheiligenstriezel). In Portogallo, nel Dia de Todos los Santos, i bambini vanno di porta in porta e ricevono torte, noci, melograni, dolci e caramelle. Il giorno di Ognissanti in Messico coincide con il primo giorno della celebrazione del Giorno dei Morti (Día de Muertos). In Guatemala, nel giorno di Ognissanti si prepara un pasto speciale chiamato “fiambre”, fatto di salumi e verdure, da lasciare sulle tombe dei propri cari; è anche consuetudine far volare degli aquiloni come simbolo di unione tra i morti e i vivi.

Ognissanti e Halloween

Negli Stati Uniti e in Canada, la festività di Halloween viene celebrata in occasione del giorno di Ognissanti, sebbene le celebrazioni siano generalmente limitate al 31 ottobre. Nel corso del XX secolo l’osservanza è diventata in gran parte secolare, sebbene alcuni gruppi cristiani abbiano continuato ad abbracciare le origini cristiane della festa.

Il Samhain irlandese

Il Samhain è un’antica festa celtico-pagana, celebrata tra il 31 ottobre e il 1º novembre, e conosciuta spesso anche come Capodanno celtico. Risalente al VI secolo a.C. o addirittura prima, il suo nome deriverebbe dall’irlandese antico e si suppone significhi “fine dell’estate”, mentre in gaelico (irlandese moderno) significa “novembre”. Le celebrazioni di Samhain, sia quelle religiose che folcloristiche, hanno origine da un’antica festività del paganesimo celtico, che si suppone abbia influenzato anche la festa popolare di Halloween e la festività cristiana di Tutti i Santi. (Fonte: Sky tg 24)

10 curiosità sul Dia de los muertos – Messico. 💀

https://www.pimpmytrip.it/dia-de-los-muertos-messico/

Oggi, 21 settembre e l’estate non se ne va!

Sarà perché finiscono le vacanze, si torna al lavoro e si riaprono le scuole, ma l’estate – quella astronomica – non è ancora finita. Ufficialmente la stagione termina il 23 settembre 2022 alle 3.03 ora italiana e questo momento è noto come equinozio d’autunno. Questo giorno ha una particolarità: il dì e la notte hanno la stessa durata e infatti il nome stesso deriva dal latino “aequinoctium” che significa, appunto, “notte uguale”.

Equinozio d’autunno, miti e tradizioni nel mondo

Oggi il momento dell’equinozio d’autunno, grazie agli studi scientifici che ci spiegano esattamente il suo meccanismo, ha perso quel fascino anche esoterico che ha custodito a lungo nel corso del tempo. Sono diverse infatti le celebrazioni legate a questo momento dell’anno, alcune delle quali ancora vive oggi nella tradizione di diversi popoli. In Iran, ad esempio, l’equinozio d’autunno è noto anche come il giorno del Mehr, o anche primo giorno della Bilancia, e nel calendario iraniano rappresenta una delle festività note come “Jashne Mihragan”, il festival della condivisione dell’amore per lo Zoroastrismo.

Spostandoci più a Est, sono molti i Paesi asiatici che in prossimità di questo giorno, o meglio il quindicesimo dell’ottavo mese lunare, celebrano pure la festa di metà autunno. Si tratta di una festività ufficiale la cui data è variabile, non essendo il calendario lunare sincronizzato con il nostro gregoriano e dunque il giorno solo a volte può corrispondere con l’equinozio d’autunno, ma in generale il culto deriva proprio da questo evento astronomico.

Ne sapevano di astronomia anche i nativi americani, che in occasione dell’equinozio d’autunno festeggiano la Luna piena del raccolto, nota anche come “Harvest moon”. Si tratta infatti della luna piena più vicina all’equinozio d’autunno, di solito anche se quest’anno la più vicina sarà quella di ottobre; il motivo è molto semplice, ovvero nel 2020 la luna piena c’è stata il 2 settembre, sfasando così gli eventi degli anni successivi.

Nel 2022 infatti la luna piena più vicina all’equinozio avverrà il 1° ottobre.
Ancor più affascinante è il culto che si celebra a Machu Picchu, dove si trova la pietra Intihuatana. Quest’oggetto serviva agli Inca per la misurazione periodica del sole ed è in grado di indicare con esattezza la data dei due equinozi e quella di altri eventi astronomici.

I Celti davano a questo giorno una sacralità ancora maggiore, indicandola come la prima festività dell’Oscurità. Essendo il giorno che si trova tra i due solstizi, la festività di Mabon doveva significare equilibrio, come quello che c’è tra il dì e la notte e, rifacendosi al mito di Persefene e Demetra, aveva come tema centrale quello della separazione, che poteva essere tra due innamorati o anche tra una madre e una figlia. Venendo ai giorni nostri, in Giappone il primo giorno d’autunno è festa nazionale e fa parte dei 24 Setsubun, i giorni di transizione più importanti dell’anno. In particolare la festa dell’equinozio d’autunno viene chiamata “Shuubun No Hi” e viene spesa osservando la caduta delle foglie d’acero, un albero dai risvolti sacri per i giapponesi. (Fonte: meteo.it)

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Devo essere sincera, io non ho passato un’estate piacevolmente rilassante…😤 troppo caldo, troppo sole, troppi cambiamenti atmosferici improvvisi, troppo di tutto…e spero che in autunno si possano avere un po’ di giornate tranquille e rilassanti per godere al meglio tutto quello che ci porterà.