Poster multimediale…

Ehm…ho scoperto per caso questi poster multimediali…e mi piace troppo farli… 🙂

Eccovene un altro con un pò di tutto…grafica, pensiero e musica… 😀

Canzone : No estamos solos (Eros Ramazzotti, Riky Martin)

(cliccare sul bottone viola nel poster, per ascoltare la canzone)

Vivere (poster multimediale)

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Buon giorno…

Beh….oggi c’è nebbia qui da me… ma infondo, riflettendo, ogni amarezza o delusione può essere superata e se si sa vedere oltre… prima o poi la nebbia se ne andrà e ci sarà uno splendido giorno…e quindi…Io canto 😉

Musica (poster multimediale)

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(per ascoltare “Io canto” della Pausini, cliccare sul bottone viola del poster a sinistra del bimbo… 🙂 )

Sirene : ancora un sogno, un’ illusione ?

Si…sogni duri come pietre…perchè non sia tutto solo un’illusione…

Song to the siren musica083.gif

(Tim Buckley)

Long afloat on shipless oceans
I did all my best to smile
‘Til your singing eyes and fingers
Drew me loving to your isle
And you sang
Sail to me
Sail to me
Let me enfold you
Here I am
Here I am
Waiting to hold you

Did I dream you dreamed about me?
Were you hare when I was fox?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks,
For you sing, “Touch me not, touch me not, come back tomorrow:
O my heart, O my heart shies from the sorrow”

I am puzzled as the newborn child
I am troubled at the tide:
Should I stand amid the breakers?
Should I lie with Death my bride?
Hear me sing, “Swim to me, Swim to me, Let me enfold you:
Here I am, Here I am, Waiting to hold you”

Traduzione inserita in Margherita Dolcevita di Stefano Benni:

Da tanto ero in mare, su oceani senza navi
Cercando di sorridere ancora
Finché i tuoi occhi canori e le tue dita
Mi portarono alla tua isola
E tu canti:
“Naviga verso di me, vieni da me,
Lascia che ti abbracci
Sono qui, Sono qui
E aspetto di averti”

Ho sognato che tu mi sognavi?
Eri lepre quando io ero volpe?
Ora la mia pazza barca è inclinata
Relitto d’amore sulle tue rocce
E tu canti:
“Non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani
Il mio cuore, il mio cuore, è chiuso nella tristezza”.

E io sono confuso come un bambino
Inquieto per la marea
Dovrò restare fra le alte onde?
Dovrò giacere con la Morte, mia Sposa?
Ascoltami, io canto:
“Nuota verso di me, vieni da me, lascia che ti abbracci
sono qui, sono qui, che aspetto di averti”.

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Come eravamo…Figli dei fiori

(viene da qui…)

Ci avviavamo verso il “68…verso la contestazione giovanile iniziata alla Sorbonne…

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ma intanto questo era diventato il nostro inno :

Scott MacKenzie – San Francisco

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e sognavamo la California…

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The Mamas And Papas – California Dreamin

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Hippy… anche nel vestire
(Silvia Cutuli) – “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, recita il motto dei primi movimenti hippy, nati sulla West Coast americana. Dobbiamo aggiungere “disegnateli anche sui vostri vestiti”, volendo indagare le ripercussioni della filosofia hippy, sulla moda degli anni’70. È proprio nei ’70 che la protesta ideologica esplosa nel decennio precedente, trova maggiore espressione in un codice di comportamento e di conseguenza di abbigliamento.
Tra il 1966 e il 1967 nasce a San Francisco il movimento hippy, che coinvolge la società nel suo complesso estendendosi al mondo della moda, della cultura, della musica, dell’arte. Nel quartiere bohèmien di Haight Ashbury, si forma il primo nucleo dei “figli dei fiori”, il fiore è scelto come simbolo di libertà e innocenza.
Sul finire degli anni ’60 il movimento hippy si politicizza: negli Stati Uniti si collega al movimento di contestazione contro la guerra in Vietnam, mentre in Francia, nel maggio 1968, anima i moti studenteschi.
Nel decennio ’70, si trasforma sempre più a livello ideologico, sviluppando l’idea di dar vita ad una società parallela a quella borghese, in cui si possa vivere seguendo i propri desideri, senza tabù, con una totale libertà nel comportamento. Gli elementi estetici che connotano l’immagine hippy sono i capelli lunghi, gli abiti essenziali nelle caratteristiche, i tessuti naturali, i piedi nudi, l’assenza di trucco per le ragazze.
I giovani per la strada indossano magliette corte, gilet a fiori, camicie annodate sopra l’ombelico, pantaloni a zampa d’elefante, gonnellone zingaresche ispirate a diverse etnie. Si ha una sorta di dissacrazione del guardaroba, un non-vestire che inevitabilmente si riflette sulla moda. Sulle passerelle trionfa il patchwork, il colore, il gusto folk, la maglieria, tutto ciò che è legato ideologicamente alla necessità di recuperare le forme più semplici e naturali. Non a caso i ’70 sono gli anni d’oro dei mercatini dell’usato, dei sabot di legno, degli scialli e dei maglioni fatti a mano, delle tinture vegetali, della macrobiotica e dell’erboristeria.
Molti stilisti, a decenni di distanza dal nascere della moda hippy, riportano sulle passerelle tessuti naturali, colori, accessori, riferimenti etnici che si nutrono dei ’70, oggi decontestualizzati a livello politico ed intesi come libertà nel porsi, nel vestirsi.

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60’s Fashion

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Jefferson Airplane – White Rabbit

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Hippie Girl

(continua qua…)

Come eravamo…Beatles o Rolling Stones?

(viene da qui…)

Si, eravamo sempre più la Beat Generation…chi ci fermava più..? 🙂

E proprio in questi favolosi anni “60 ci fu l’epico scontro/incontro…tra i due mitici gruppi musicali : Beatles e Rolling Stones..

I Beatles andavano forte…ma sulla loro strada c’erano già i Rolling Stones… 😮

La Beatlemania era esplosa…ma comincia anche l’avventura dei Rolling Stones, ..”un ragazzo di nome Mick Jagger, che allora però si faceva chiamare ancora Mike ( Mick, in Inghilterra suona meno “bravo ragazzo” di Mike) forma a Londra il suo primo gruppo…”

“Poi, la loro musica divenne aggressiva e con testi anche volgari che inneggiano al sesso ed alle droghe pesanti e così furono chiamati i “brutti, sporchi e cattivi” e contrapposti ai più rassicuranti Beatles….”

“Gli Stones piaceranno solo ai ragazzi e non ai genitori, ovvero piaceranno ai ragazzi perché non piaceranno ai genitori, quindi saranno i primi eroi “contro”, ma di massa, il modello di tutti i rocker maledetti che seguiranno…” ..e quindi capite che ad un certo punto noi eravamo divisi tra gli “scarafaggi” e le “pietre rotolanti”.. 😮

Indubbiamente, per noi ragazze, non era facile sfuggire al fascino (un pò perverso) di Mick Jagger.. 😮 come capirete guardando questa sua foto..con John Lennon.. 🙂

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Io, dopo un primo momento di indecisione, sono stata con i Beatles… 🙂

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The Beatles — Help!

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The Beatles — Ticket to Ride

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Anche se… 😉

Rolling Stones- I Wanna Be Your Man

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The Rolling Stones – Satisfaction.

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Ma c’era anche ..un ragazzo ed il Vietnam..

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C’era un ragazzo che, comme me, amava… Gianni Morandi

(alcune citazioni sono state prese da : Musica e Memoria, Wikipedia)

(continua qua…)