Come quando l’Estate scivola nell’Autunno Eppure preferiamo di più dire “L’Estate” che “l’Autunno”, per paura Di mandar via il Sole, E quasi reputiamo un Affronto Ammettere la presenza Di chi anche se incantevole, non è Colui che abbiamo amato – (Emily Dickinson)
Sembra ieri, cosa banale da dire, ma è la verità! Però questa domenica è più respirabile, meno caldo e vento fresco.🌬️
Non sentendomi di uscire o fare tante cose dato il caldo infernale🥵 di questi giorni, ho seguito su Instagram tutto il percorso che Lorenzo Jovanotti ha fatto in bicicletta per arrivare ai Laghi di Fusine dove ha tenuto il suo “Jova bike party”. Si, mi è sempre piaciuto Jovanotti e quello che ha saputo trasmettere con le sue canzoni.
Lui ne ha fatta di strada, pedalando e non solo in senso figurato 🚴♀️, ma è rimasto sempre quel “ragazzo fortunato” di tanti anni fa.😁
Jova bike party
Io ho sempre amato la sensazione che si prova andando in bici, una sensazione di libertà che ti dà l’avere un contatto più stretto con la natura, l’andare lento che ti permette di guardarti intorno e quasi non farti sentire la fatica di qualche pedalata.
Le ruote di una bici sono come le lancette di un orologio: girano lentamente ma possono andare molto lontano rotolando verso il futuro senza fretta. (Enrico Caracciolo)
Se la musica fu un modo per evocare la vita, per non arrendersi, «farla conoscere al mondo e suonarla anche solo una volta – evidenzia il Maestro Francesco Lotoro, fondatore e presidente della Fondazione ILMC – significa riscattarla e ottenere quella giustizia che non è stata concessa al compositore».
Autentico Patrimonio dell’Umanità, la musica concentrazionaria è una delle eredità più significative della Storia universale ricevuta dal fenomeno delle deportazioni: segno tangibile del fatto che dove non c’è libertà ma c’è carta e strumenti musicali, carta e strumenti musicali diventano la libertà.
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