La Shoah – per ricordare.

Oggi è il “giorno della Memoria” e su “Bontà Loro”, di Maurizio Costanzo ho ascoltato una intensa testimonianza della pittrice novantenne, Eva Fischer, che fuggì da Belgrado nel 1941 dopo la deportazione del padre e di altri familiari da parte dei nazisti(lei preferì consegnarsi agli italiani…).
I quadri sulla Shoah sono rimasti fino al 1989, un suo «diario dipinto» nascosto anche ai familiari. Da quel momento è diventato uno dei suoi momenti pittorici fra i più noti in tutto il mondo.

Potete trovare i suoi quadri sulla Shoah a questo link, http://www.artport.it/evafischer/ .(cliccare su Olii e poi su Shoah).

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I Re Magi…tra storia e leggenda

 

Magi-Tissot

Ho già parlato dei Re Magi, ma le loro figure poste tra storia e leggenda mi affascinano sempre e vi propongo ora questo nuovo approfondimento ed alcune delle più belle opere di famosi artisti che ad essi si sono ispirati.

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Adorazione dei Magi-Leonardo

La storia dei re Magi è una leggenda che nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all’oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.

I tre misteriosi personaggi sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo che parla dei Magi che dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.

Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l’oro, l’incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafef.

Il nome dei Re Magi

L’Adorazione dei Magi-Murillo

Un aspetto della storia dei magi è il loro nome.

La religione cristiana attribuisce ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi.

Nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa.

Melechior sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa RE.

Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza, infine abbiamo Gasparre, per i greci Galgalath, che significa signore di Saba.

Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:”…in Persia è la città che è chiamata Saba dalla quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..”

Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.

L’origine dei Re Magi

Adorazione dei Magi-Masaccio

Originari dell’altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente, sacerdoti del dio Ahura Mazda il protettore di tutte le creature.

Studiosi di astronomia, seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro “Saosayansh”, il salvatore universale, diventando così loro stessi, “l’anello di congiunzione” tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali, come il mazdaismo e il buddismo.

 

Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli.

Nel 1034 pare che queste reliquie fossero trasportate a Milano in un’arca e depositate nella chiesa di Sant’Eustorgio, ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.

La simbologia dei doni dei Re Magi

Adorazione dei Magi-Gentile Da Fabriano

I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina:

l’oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l’incenso, come testimonianza di adorazione alla sua

divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.

Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana che racconta come i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa della vecchietta e la invitarono ad unirsi a loro.

La Befana declinò l’invito e lasciò partire i Magi da soli, ma poi ripensandoci, decise di seguirli.

Non riuscendo a ritrovarli, nel buio della notte, da allora, lascia a tutti i bambini un dono, sperando che fra quei bambini ci sia Gesù.

La tomba dei Re Magi

Sant'Eustorgio-Adorazione dei Magi. (Foto G. Dall'Orto)

Meno conosciuta è la sorte dei re Magi dopo la loro morte.

Una cronaca dell’epoca (IV secolo), riferisce che le sacre reliquie, risposte dentro una cassa di legno, avvolti intessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portati a Milano da Sant’Eustorgio al ritorno da un suo viaggio a Costantinopoli.

I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.

L’antica chiesa dove la tradizione vuole che fosse battezzato San Barnaba, il primo vescovo della città, venne ampliata dal vescovo Eustorgio per ospitare la reliquia che venne riposta in un’arca romana di marmo sormontato dalla stella e dalle tre corone, con l’epigrafe “Sepulcrum trium Magorum”.

Le avventure delle reliquie dei Re Magi

La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant’Eustorgio a Milano si trova nella iscrizione di antichissima data, sul lato sinistro che dice:”Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi.

In oltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re.

Scrigno dei Magi-Cattedrale di Colonia

Nel 1164 durante l’assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima Basilica per contenerli e dove ora riposano.

 

(Particolare scrigno)

Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia, e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente.

 

Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l’altare dei Magi.

 

 

 

Fonte: http://www.settemuse.it/costume/costume_re_magi.htm

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Adorazione dei Magi - Beato Angelico, Filippo Lippi

L’Autunno è arrivato oggi…

Ed io che pensavo che l’autunno arrivasse il 21 settembre…niente di più sbagliato !
L’autunno arriva il 23 settembre e c’è una spiegazione rigorosamente scientifica. 🙂 
Le stagioni hanno durata diversa, in particolare l’Estate è quella più duratura, di qui il “ritardo” con cui inizia l’autunno.
Ma anche se in ritardo…quando arriva non possiamo non essere presi dalla magia dei suoi colori caldi…e dal profumo che la terra emana e dal tepore dei raggi del sole che sembrano volerci regalare un ultimo abbraccio prima che arrivi l’inverno.

L'Autunno di Giuseppe Arcimboldo- 1573- Museo del Louvre, Parigi
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La torre di Babele

Leggendo il tuo post, Sol, non ho potuto fare a meno di pensare alla ” Torre di Babele”… 🙂

La Torre di Babele tra realtà, leggenda e religione.

La Torre di Babele, citata più volte nella Bibbia, è riconducibile dal punto di vista archeologico alla grande Ziqqurat (o Ziggurat), edificio adibito a tempio caratteristico del periodo mesopotamico, iniziata nel XII secolo AC a Babilonia (che si trovava nell’attuale Iraq) sotto l’imperatore Nabucodonosor I.

L’edificio rimase incompiuto per un lungo periodo, fino al VII secolo AC quando fu terminata sotto Nabucodonosor II.
Sotto l’impero persiano, con Serse I,  nella prima metà del IVsecolo AC, la Ziqqurat fu colpita ed in parte abbattuta insieme al resto della città’ anche se Babilonia era considerata città santa -ma nonostante ciò nella seconda metà del IV secolo AC fu visitata da Erodoto, storico greco, che la descrive ancora come molto imponente, con otto torri una sull’altra e con in cima un tempio.

Fonte : http://www.torredibabele.it/

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
 
La torre di Babele in un dipinto di Pieter Bruegel del 1563

La torre di Babele è la leggendaria costruzione di cui narra la Bibbia nel libro della Genesi: 11,1-9.

  «  Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro“. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. »
 
(dalla Bibbia, libro della Genesi 11, 1-9)
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