

Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.



“MUOVITI, VAI.
BEATO
E’ COLUI CHE PARTE“
da : I VAGABONDI (Olga Tokarczuk)

La castagna è il simbolo indiscusso dell’autunno, con il suo color marrone, i suoi ricci e il suo profumo quando viene arrostita e il suo sapore inconfondibile .
Una volta l’arrivo dell’autunno portava un gran fermento nelle famiglie, durante tutto l’anno si teneva pulito il sottobosco, dove c’era un castagno il terreno era ripulito dalle erbacce, concimato e falciato con cura. La selva doveva essere a posto per poter raccogliere le castagne cadute, la raccolta iniziava tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre e continuava fino a novembre; era un lavoro che si faceva in famiglia, a mano, raccogliendole in panieri e ceste di vimini o gerle.
❝Nevica sulle montagne.
La campagna è .sepolta
sotto la nebbia folta.
Bambini è proprio questo
il tempo umido e fresco
delle castagne.
Via, tutti in fila andiamo
con sacchi e con cestelli.
Nel bosco c’è un tappeto
di muschi e di fuscelli.
Un gran volo d’uccelli
passa di valle in valle.
Tra sassi e foglie gialle
cascano da ogni ramo,
sgusciano fuor dai ricci
tante castagne.❞
Ogni famiglia raccoglieva le castagne della propria selva, nessuno raccoglieva quelle nelle proprietà altrui, ma dopo l’11 di novembre la raccolta era libera, i boschi venivano messi a disposizione di tutti, anche del bestiame.
Oggi le castagne vengono raccolte con l’ausilio di reti soprattutto nei moderni castagneti da frutto intensivi o addirittura attraverso la raccolta meccanica con aspiratrici e raccattatrici.
La castagna è un frutto dalle mille risorse per esempio se consumate al mattino, bollite o arrosto, aiutano a combattere la stanchezza autunnale grazie al loro apporto di magnesio e manganese. Poi sono molto ricche di carboidrati, aminoacidi, sali, vitamine e la farina lavorata può essere usata per produrre un ottimo sostituto del pane integrale, basta solo fare attenzione a non consumarlo con frutta acida, proteine animali, pane, zucchero e vino perché può causare acidità di stomaco e fenomeni di fermentazione. Mangiare ogni tanto una o due castagne crude aiuta a creare degli anticorpi perfetti per proteggere dai malanni stagionali, aiuta a tonificare i muscoli, i nervi e le vene.
E come di ogni cosa non si butta via niente e allora l’acqua in cui sono state cotte le castagne è perfetta per risciacquare i capelli dopo lo shampoo per esaltare i riflessi dei capelli biondi, mentre se si fanno bollire in due litri d’acqua due manciate di foglie e una decina di ricci per venti minuti, si ottiene un infuso perfetto per il bagno che usato due volte alla settimana aiuta a rinforzare le ossa e aiuta a curare i reumatismi.

Ci sono anche tante leggende legate alla castagna.
Tanto tempo fa, le castagne non avevano il riccio, ma erano appese ai rami come le mele. Un giorno tre castagne decisero che quell’inverno non volevano soffrire né il caldo né il freddo ed andarono dal castagno più vecchio per farsi dare un consiglio. Arrivate da lui gli chiesero: “Come possiamo fare a non soffrire né il freddo né il caldo?”.
L’albero allora rispose: “Dovete chiamare i ricci del bosco e dire loro di portare gli amici morti”.
Le castagne fecero come aveva detto loro il grande castagno: i ricci portarono gli amici morti, tolsero loro la pelliccia spinosa e la avvolsero sulle castagne. Da quel giorno le castagne ebbero il riccio.
Moltissimi anni fa, in un bosco di montagna, viveva una famiglia di ricci: mamma, papà e i loro piccoli. Accanto ad essi, c’era un enorme albero pieno di castagne.
Salì sopra e rimase sorpresa nel vedere le tristi castagne che si lamentavano, e spiegarono loro degli scoiattoli che le mangiavano. Insieme, escogitarono un bel piano: al momento dell’arrivo degli scoiattoli, le castagne si sarebbero nascoste dentro i ricci.
Così fecero. Da quel giorno, gli scoiattoli si punsero e non vennero più a disturbare le castagne. Ecco perché, ancora oggi, le castagne mantengono il loro riccio per proteggersi dal nemico.
In un piccolo paese di montagna gli abitanti erano molto poveri e non avendo di che mangiare si rivolsero a Dio pregandolo di dar loro qualcosa per sfamarsi. Il buon Dio sentite le loro preghiere diede loro una pianta da cui poter raccogliere frutti nutrienti, il castagno; ma il Diavolo visto quello che Dio aveva fatto, per impedire che la gente potesse raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso. Presi dallo sconforto gli abitanti del piccolo paese ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli sceso in mezzo a loro fece il segno della croce: i gusci spinosi come per miracolo si aprirono, e da quel giorno, quand’è periodo, i frutti di questa pianta si aprono a croce.
❝In un riccio ramato
Per terra cascato
Una bella castagna
Per bacco si lagna.
Non sono ancor pronta
Non mangiarmi, sei tonta?
Aspetta un pochino
Che il gusto è divino.
Sarò caldarrosta fumante
dalla brace alla bocca all’istante
son mondina nel paiolo son fina
senza fretta mia cara bambina!❞

Oltre alle bellissime leggende legate alla castagna, c’è anche una pianta da ricordare, un castagno plurimillenario, che si trova nel Parco dell’Etna in territorio del comune di Sant’Alfio, il terreno su cui sorge era proprietà di nobili del luogo e una volta era uso celebrare conviviali e banchetti per ospiti illustri.

L’età stimata di quest’albero va dai due ai quattro mila anni di vita , ed è considerato il più antico d’Europa ed il più grande d’Italia: misura infatti la bellezza di 22 mt di circonferenza per 22 mt d’altezza. Nel 1965 l’albero fu espropriato e dichiarato monumento nazionale.
Anche legata a quest’albero c’è una bella storia da ricordare, si narra infatti, che la Regina Giovanna I d’Aragona con al seguito cento cavalieri e dame, coi loro cavalli, fu sorpresa da un temporale durante una battuta di caccia nelle vicinanze dell’albero e proprio sotto i rami trovò riparo con tutto il numeroso seguito. Il temporale continuò fino a sera, così la regina passò sotto le fronde del castagno la notte in compagnia, si dice, di uno o più amanti fra i cavalieri al suo seguito. Per questo motivo è stato chiamato il castagno dei cento cavalli.
Fonte: eticamente.net

Ad Halloween spiriti e fantasmi la fanno da padroni ed è quasi normale data la tradizione. 😀 Ma ci sono tante storie su spiriti e fantasmi che sembrerebbero palesarsi nella realtà di tutti i giorni.

Ecco per esempio quattro storie vere di case infestate da fantasmi come se fosse un eterno Halloween!

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Fonte: Jennifer Kirkland/Flickr
Villisca Axe Murder House: si trova nell’omonimo paesino di Villisca nella regione dello Iowa. Si narra che nel 1912 l’intera famiglia proprietaria della casa e due ospiti siano stati uccisi durante una notte buia e tempestosa. Tutti gli inquilini e gli ospiti che hanno abitato in questa casa hanno riferito visioni spettrali di un uomo con un’ascia, urla di bambini che piangono, e rumori inspiegabili provenienti dalla cantina.
Abbandonata per qualche anno, la casa venne ristrutturata a metà degli anni ’90 e trasformata in “museo” aperto ai visitatori, a curiosi e appassionati del mistero. Per i più coraggiosi, inoltre, l’attuale proprietà mette a disposizione alcune camere per un pernottamento da brivido.

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Fonte: Smart Destination/Flickr
Nel 1960 questa abitazione, la Whaley House, è stata ufficialmente dichiarata infestata dai fantasmi dal dipartimento del commercio degli Stati Uniti dopo numerosissime segnalazioni di avvistamenti di fantasmi.
Questa casa fu costruita nel 1857 dalla famiglia Whaley, e già prima di esser abitata fu al centro di un misterioso assassinio: la proprietaria, Miss Whaley, infatti fu uccisa poco prima che la casa fosse terminata. L’assassinio fu imputato ad una rapina, ma il caso è sempre rimasto velato dal mistero. Una volta conclusi i lavori e terminata la casa, avvenne un altro sconcertante evento: il suicidio senza apparenti motivazioni della figlia minore, Violet Whaley.

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Fonte: MRHSfan/Flickr
A prima vista potrebbe sembrare il famoso e celebre Overlook Hotel del film Shining, e non è affatto un caso che ci siano delle somiglianze visti i fitti misteri che accomunano le due strutture. Questo è il Fairmont Banff Springs Hotel costruito nel 1888.
La storia misteriosa che caratterizza questo albergo parte dalla stanza numero 873 : in questa camera fu misteriosamente sterminata un’intera famiglia che stava soggiornando nell’hotel per vacanza. Nessuno seppe mai chi e perchè commise l’omicidio. Subito dopo avvenne il misterioso suicidio di una giovane sposa che si buttò dal balcone della sua stanza e quello di un anziano pensionato che fu ritrovato morto in alta uniforme.
Anche in questi casi nessuno riuscì mai a spiegarsi il motivo delle loro morti. Oggi la leggenda narra che la stanza 873 sia stata murata e che ogni tanto aleggino gli spiriti della famiglia, della sposina e dell’anziano pensionato.

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Fonte: MRHSfan/Flickr
Questa invece è la Myrtles Plantation Home a St. Francisville, in Louisiana: agli inizi del 19° secolo, la storia narra che, il proprietario della piantagione e della magione, Clark Woodruff dopo avere scoperto una schiava di nome Chloe origliare i discorsi privati della famiglia, le tagliò un orecchio per punirla.
Chloe non riuscì a frenare la propria voglia di vendetta e decise di avvelenare una torta che avrebbe servito alla famiglia nella speranza che i loro componenti si ammalassero. Ma Chloe fece male i conti con gli ingredienti e invece di preparare la torta con una quantità di veleno sufficiente per un mal di stomaco, ne mise tanto che uccise la moglie e le figlie del suo padrone.
Chloe fu impiccata e il suo cadavere fu buttato nel Mississipi. Da quel giorno il suo spirito non ha mai abbandonato la casa e si narra che ci sono notti in cui si sente Chloe aggirarsi nella proprietà.
Fonte: Studenti.it

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