Cerchiate: Leggenda della “Strada consortile della bocca dei lupi”

Mappa-CERCHIATE 🙂

Cerchiate cerchiate via cavallotti

Pochi conoscono la leggenda relativa alla “Strada consortile della bocca dei lupi”, l’attuale Via Cavallotti.

Si racconta infatti, che un cavaliere francese, dopo aver combattuto nella seconda crociata in Terrasanta, abbia attraversato con il suo cavallo tutta l’Italia; lasciatosi alle spalle la città di Milano e, giunto a Cerchiate, decise di abbeverare il suo cavallo in uno dei tanti fontanili esistenti nel Borgo composto dalla chiesetta, dal mulino e da alcune stalle.
Prese poi la decisione di fermarsi qualche giorno per riposare, prima di ripartire per la Francia. post-280-1156259349.gif

Cerchiate era allora circondato da fitti boschi e da qualche prato. Superato il ponte sull’Olona, notò un’atmosfera molto strana: strada deserta, nessuna traccia di persone e di animali:.Udì solo un gran rumore uscire dalle stalle; si avvicinò e trovò le porte sprangate, andò verso il mulino e anche qui tutto chiuso: solo la ruota del mulino girava libera nelle acque limpide del fiume. Sentì miagolare dei gatti, si guardò attorno e non li vide, alzò la testa e i mici erano sugli alberi, quasi a voler fuggire da qualche pericolo. si avvicinò alla piccola chiesa, guardò attraverso le grate della finestra e vide che tutti gli abitanti erano là dentro in preghiera.

Attese un po’ e non vide uscire nessuno. Bussò alla porta e a stento riuscì a farsi aprire. Non appena entrò, la porta venne subito richiusa. Il più anziano del villaggio raccontò con dei gesti, cheda diversi giorni, branchi di lupi affamati si avvicinavano al paese terrorizzando tutti. l’uomo si unì a loro nella preghiera e cercò di calmarli assicurandoli che il giorno dopo con la sua spada avrebbe sistemato le cose.

Quanto sopra sempre spiegato a gesti a causa della lingua diversa da quella degli abitaqnti del villaggio. I bimbi presero subito confidenza e cominciarono a giocare con lui e lui ricambiava le attenzioni lasciando intendere di avere a casa dei bambini che lo aspettavano.

Il mattino seguente i lupi ritornarono e gli abitanti spaventati rimasero nella chiesetta; il crociato aprì la porta ed uscì verso l’allora sentiero che portava nei boschi (Via Cavallotti), si tolse il mantello e lo stese per terra con la croce rivolta verso l’alto, innalzando al cielo una preghiera. I lupi vi si sdraiarono sopra, cominciarono a leccargli le mani; lui li accarezzò e parlò con loro come se fossero dei vecchi amici. Dopo un paio d’ore se ne andarono da dove erano venuti e non tornarono mai più. Il pellegrino rimase qualche giorno in paese festeggiato da tutti; il mulino ricominciò a macinare, le mucche ad andare nei prati, i bambini a giocare e i gatti scesero dagli alberi.

L’uomo, prima di ripartire per la Francia, scrisse su una pergamena quanto aveva visto e la pose nel cassetto dell’armadio che nella chiesetta conservava gli arredi sacri e, salutati i presenti, riparì. Poichè i bambini di ieri, come quellidi oggi, facevano i capricci e combinavano marachelle, i genitori li portavano all’inizio di Via Cavallotti dicendo “se non fai il bravo ti porto dal lupo, chiamo il lupo, ti metto nella bocca del lupo”; da allora la strada si chiamò per secoli “Strada della bocca dei lupi”.

Con il passare del tempo sempre meno si pensò a quel soldato e alla pergamena, qualcuno la cercò e non la trovò più. C’è chi dice che quando Napoleone con le sue truppe venne in Lombardia, molti soldati depredarono chiese e conventi e che qualcuno, giunto a Cerchiate abbia rovistato anche nei cassetti della chiesetta e scoperto il documento scritto in francese antico, lo abbia preso e portato in Francia dove si troverebbe in qualche museo. Il tempo passò, la strada della “Bocca dei lupi” divenne Via Cavallotti; Cerchiate si coprì di nuove case e dell’antico Borgo non rimase che un libro di storia e questa leggenda…

Da: Parole di Poesia.

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Farfalle

Beh…è quasi autunno e le farfalle se ne sono già andate…dove ? Chissà…! Ma ritorneranno…con i colori di una nuova estate…! 🙂

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La farfalla non conta gli anni,
ma vive gli attimi…
per questo il suo breve tempo le basta.

Anonimo

Ci sonooo..

Ops…sono appena rientrata a casa, ho acceso il pc e… 😮 beh…in effetti mi sembri in formaaa, Sol..! E guarda, non lo dico solo io…!

Come vedi…anche loro hanno uno sguardo di pura ammirazioneee…! Hanno perfino smesso di mangiareee…! 😀

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Fate ed Elfi

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Una leggenda cristiana originaria dell’Islanda fa risalire la razza delle Fate e degli Elfi al mito di Adamo ed Eva.
Quest’ultima aveva già partorito molti figli, quando un giorno Dio si recò a farle visita, per fare la conoscenza dei suoi piccoli. Poiché essa non aveva avuto il tempo di lavarli tutti, nascose quelli più sporchi e presentò a Dio solo quelli con il viso pulito.
Così il Creatore poté riconoscere solo una parte di quei bambini, che divennero uomini. Gli altri, più numerosi, che Eva aveva nascosto privandoli del conforto divino e condannandoli così all’oblio, furono all’origine della razza degli Elfi e delle Fate.

Terra di fate

di Edgar Allan Poe

Valli di nebbia, fiumi tenebrosi
e boschi che somigliano alle nuvole:
poi che tutto è coperto dalle lacrime
nessuno può distinguerne le forme.
Enormi lune sorgono e tramontano
ancora, ancora, ancora …
in ogni istante
della notte inquiete, in un mutare
incessante di luogo.
E così
spengono la luce delle stelle
col sospiro del loro volto pallido.
Poi viene mezzanotte sul quadrante lunare
ed una più sottile delle altre
(di una specie che dopo lunghe prove
fu giudicata la migliore)
scende giù,
sempre giù, ancora giù,
fin quando
il suo centro si posa sulla cima
di una montagna, come una corona,
mentre l’immensa superficie,
simile a un arazzo,
s’adagia sui castelli
e sui borghi (dovunque essi si trovino)
e si distende su strane foreste,
sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,
sulle cose che dormono e un immenso
labirinto di luce le ricopre.
Allora si fa profonda – profonda! –
la passione del sonno in ogni cosa.
Al mattino, nell’ora del risveglio,
il velo della luna si distende
lungo i cieli in tempesta e,
come tutte le cose,
rassomiglia ad un giallo albatro.
Ma quella luna non è più la stessa:
più non sembra una tenda stravagante.
A poco a poco i suoi esili atomi
si disciolgono in pioggia: le farfalle
che dalla terra salgono a cercare
ansiose il cielo e subito discendono
(creature insoddisfatte!) ce ne portano
solo una goccia sulle ali tremanti.

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