Scegli la montagna che desideri scalare. Non lasciarti trascinare dai commenti degli altri, di coloro che dicono: “Quella è più bella”, oppure: “Questa è più facile”. Giacchè raggiungere l’obiettivo ti costerà molte energie e tanto entusiasmo, dovrai essere l’unico responsabile della scelta, pefettamente convinto delle tue azioni.
Quando finisce un amore così com’e’ finito il mio
senza una ragione ne’ un motivo, senza niente
ti senti un nodo nella gola,
ti senti un buco nello stomaco
ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente
e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti
e non ti basta bere da ubriacarti
e non ti basta ormai più niente
e in fondo pensi, ci sarà un motivo
e cerchi a tutti i costi una ragione
eppure non c’e’ mai una ragione
perché un amore debba finire
e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome
e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita
e vorresti cambiare il mondo
ma sai perfettamente
che non ti servirebbe a niente
perché c’e’ lei, perché c’e’ lei
perché c’e’ lei, perché c’e’ lei
perché c’e’ lei nelle tue ossa
perché c’e’ lei nella tua mente
perché c’e’ lei nella tua vita
e non potresti più mandarla via,
nemmeno se cambiassi faccia
nemmeno se cambiassi nome
nemmeno se cambiassi aria
nemmeno se cambiassi vita
nemmeno se cambiasse il mondo
però, se potessi ragionarci sopra
saprei perfettamente che domani sarà diverso
lei non sarà più lei
io non sarò lo stesso uomo
magari l’avrò già dimenticata
magari se potessi ragionarci sopra
e se potessi ragionarci sopra
ma non posso, perché …
quando finisce un amore ……
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Quando finisce un amore,
siamo come gocce di pioggia che,
una volta toccata terra,
svaniscono.
Eppure, non smette ancora di piovere.
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Cara Lili, sei stata a lungo
Cara Lilli, sei stata a lungo
tutta la gioia, tutto il mio canto;
adesso, ahimè, sei tutto il mio dolore, eppure
sei tutto il mio canto ancora.
(Goethe)
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Al cuore ferito
al senso di vuoto
al nulla impazzito
al tempo che imbriglia
all’alba che tarda
al poco che resta
di una notte bugiarda…
all’attesa che inganna la sorte
di una storia bastarda
al silenzio che invoca la morte
di un ricordo smarrito…
alla nostalgia al rimpianto al dolore
all’amore finito.
(Scritto da izeta)
Dalla Puglia Il pizzo atombolopiù famoso del mondo è il pizzo diFiandra. La leggenda dice che è nato così: c’era una volta a Bruges una fanciulla di nome Serena bellissima ma poverissima. Amava, riamata, un giovane artista povero quanto lei. Un brutto giorno la mamma di Serena si ammalò tanto gravemente che la fanciulla, pur di ottenere la guarigione, non avendo altri mezzi, offrì in voto alla Madonna la rinuncia al suo amore per il giovane artista. Mentre glielo comunicava, seduti all’ombra di un grande albero, dai rami cadde sul suo grembiule una tela di ragno fittissima, fine, complicata e leggiadra. I due innamorati ne restarono incantati e lei pensò subito di provare a rifarla col filo più fine del suo fuso. Lui con alcuni rami dell’albero chiuse e irrigidì il grembiule fra quattro bastoncini, in modo da portare a casa, indenne, il prezioso disegno della ragnatela. Così mentre Serena lo copiava col suo filo, lui la aiutava a tener separati e ordinati i tanti fili necessari, che altrimenti si arruffavano e imbrogliavano, legando un bastoncino di legno alla estremità di ciascun filo. Così dall’amore e dall’arte nacque il primo tombolo e il primo pizzo di Bruges; che piacque moltissimo alle gran dame della città che ricompensarono lautamente la giovane autrice della stupenda ragnatela. Ma con l’agiatezza e la salute della madre, venne per Serena il dolore: lasciare il suo innamorato, per adempiere al voto. Ancora una volta però il miracolo si ripetè. Dallo stesso albero all’ombra del quale i due fidanzati piangevano la loro separazione, cadde un’altra ragnatela su cui era scritta l’assoluzione del voto.
Se si passa alle origini storiche del merletto
si vede che invece esso è nato con tutta probabilità proprio inItalia , alla fine del ‘400, e per ragioni funzionali, non meno che estetiche: sostituire le pesanti decorazioni colorate di passamaneria d’oro e d’argento di stampo medioevale dai sontuosi abiti delle nobildonne, con qualcosa di più leggero e soprattutto di lavabile insieme al tessuto della biancheria di lusso. Nasce così, di semplice filo bianco, la trina cioè un passamano intrecciato 3 volte; chiamato anche terneta (da tre) trenèta, trinetta, che si aggiunge al tessuto.
Abbiamo visto che moltissimi di voi hanno visitato la “nostra gallery” che, iniziata quasi in sordina, è già arrivata alla pagina 3….dato che il numero delle cose da esporre… 😮 sta aumentando..! 🙂
Sol ed io non possiamo che darvi il nostro più caloroso…anzi…”scintillante”…
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Già, perchè la Gallery è quasi il “cuore pulsante” del nostro blog…lì ci sono i nostri pensieri… i nostri momenti di vita fissati in immagini e pensieri di altri ma anche in cose “tutte” nostre…create dalla nostra fantasia e passione per la grafica.
Ma soprattutto è proprio nella gallery che Sol ed io possiamo dire di “condividere” il blog, perchè è lì che lavoriamo veramente insieme…cercando di migliorarla e renderla sempre interessante per voi che venite a visitarla.
I posts che scriviamo, come si sa, sono sempre “individuali”, ma la gallery è dove ci “incontriamo”…veramente e, dimenticando per un momento i tanti kilometri che ci separano nella realtà perchè il web rende tutto “quasi reale”, lavoriamo gomito a gomito 😮 , muovendo le nostre cards come le pedine di una scacchiera….aggiungendo, spostando…ma mai togliendo…! 🙂
In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
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