Beh….oggi c’è nebbia qui da me… ma infondo, riflettendo, ogni amarezza o delusione può essere superata e se si sa vedere oltre… prima o poi la nebbia se ne andrà e ci sarà uno splendido giorno…e quindi…Io canto 😉
Beh…è con un pò di amarezza che scrivo questo post che non è certamente indirizzato a tutti voi che ci fate l’onore della vostra visita e che sapete bene cosa sia la NETIQUETTE.. 🙂
Certo, parlare di Netiquette sembra un pò esagerato… 😮
Qui noi facciamo tante cose ma piccole cose…come lo si può capire anche dal titolo…e i piccoli lavoretti di grafica (che amiamo molto) sono nostre elaborazioni di foto o gifs che troviamo nel web che mai facciamo passare per nostre..citandone sempre la fonte, dove possibile.
Insomma, noi cerchiamo di essere il più corrette possibile e di rispettare il lavoro degli altri.
Noi facciamo tutto per puro divertimento nostro e di chi ci segue…cercando di trasmettere i nostri pensieri, i nostri sogni…
Ma ecco, in breve, l’origine della nostra amarezza…
Per caso abbiamo scoperto sul web che c’è chi ha scaricato quasi in toto le nostre cards…e le ha messe poi su un altro sito cambiando addirittura il nome del file…da sembrare così quasi loro creazioni.
Ora, noi abbiamo anche detto su BLOGGANDO, oltre che all’inizio delle Gallery, che i nostri lavoretti possono essere scaricati da tutti ma c’è modo e modo di farlo…più o meno corretto e scaricare più di 50 file e cambiarne il nome..senza neppure dirci una parola…ci sembra assai scorretto.
In un mio post avevo detto di essere molto contenta di aver scoperto che una mia amica aveva scaricato sul suo cellulare una delle nostre cards… 😮 ma quello era un uso personale e non certo a scopo di lucro o di chissà quali ricompense…come ora sospetto invece che sia da parte di queste due tipe i cui nick sono Sabi61 e Hegger70, che stanno scaricando migliaia di file, nostri e di altri, e che postano sotto la dicitura : vedi i miei file… 😮
Noi continueremo comunque a fare le nostre cards perchè è un gioco e ci divertiamo, ma vorremmo che si giocasse insieme e ad un gioco pulito…!!!
Ahhh..un’ultima cosa….ricordiamoci sempre che la rete è un colabrodo e quasi niente alla fine resta sconosciuto..anche perchè vale sempre il detto che : “Il diavolo fa le pentole…ma non i coperchi…” 😉
ma com’è bella Venezia…soprattutto in questo periodo di Carnevale.
.
ll Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.
Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa pubblica è del 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.
Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) ed è simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull’esempio del “Panem et Circenses” latino.
Alcuni Carnevali sono passati alla storia: quello del 1571, in occasione della grande battaglia delle forze cristiane a Lepanto quando, la domenica di Carnevale venne allestita una sfilata di carri allegorici: la Fede troneggiava col piede sopra un drago incatenato ed era seguita dalle Virtù teologali, la Vittoria sovrastava i vinti ed infine la Morte con la falce in mano per significare che in quella vittoria anche lei aveva trionfato.
Nel 1664 in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo, si organizzò una grandiosa e divertente mascherata a cui parteciparono molti giovani patrizi. Una sfarzosa sfilata attraversò Venezia e fece tappa in due dei più famosi monasteri della città: quello di San Lorenzo e quello di San Zaccaria, dove risiedevano le monache di nobile stirpe.
Il 27 febbraio 1679 il Duca di Mantova sfilò con un seguito di indiani, neri, turchi e tartari che, lungo il percorso sfidarono e combatterono sei mostri, dopo averli uccisi si cominciò a danzare.
Per il Carnevale del 1706: giovani patrizi si mascherarono da Persiani e attraversarono la città per poi esibirsi nelle corti e nei parlatoi dei principali monasteri di monache (San Zaccaria e San Lorenzo).
Per molti giorni all’anno, il mondo sembrava non opporre più resistenza i desideri diventavano realizzabili e non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Venezia nel Settecento, il secolo che, più di ogni altro, la rese luogo dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Venezia era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, la patria del padre della Commedia dei Caratteri, uno dei più grandi autori del teatro europeo e uno degli scrittori italiani più conosciuti all’estero: Carlo Goldoni che, in una poesia dedicata al Carnevale, così rappresenta lo spirito della festa:
“Qui la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.
Nel XIX secolo, invece, Venezia e il suo Carnevale incarnano il mito romantico internazionale e la città della Laguna, con le sue brume e l’aspetto paludoso, diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto il mondo: Sissi d’Austria, Wagner, Byron, George Sand, Ugo Foscolo.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.