Il sesso ha tante sfumature…50, forse ? 🙂 o anche di piu’.
Ma alla fine la sfumatura che resta per sempre e’ quella dell’amore. Tutte le altre svaniscono se l’amore scompare.
(Haunted-Beyonce’ -50 shades of grey-trailer)
Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
LA LEGGENDA DI CARNEVALE
Carnevale era un Re, potente e generoso.
Le porte del suo palazzo erano sempre aperte e 
chiunque poteva entrare nelle cucine della reggia
e saziarsi a volontà.
Ma i sudditi approfittarono del suo buon
cuore e a poco a poco si presero tanta confidenza,
da costringere il povero re a non uscire più dal suo
palazzo per non essere fatto oggetto di insulti.
Quindi si ritirò in cucina e lì rimase nascosto,
mangiando e bevendo in continuazione.
Ma un giorno,era sabato, dopo essersi saziato ed abbuffato
,cominciò a sentirsi male.
Grasso come un pallone,il volto paonazzo ed il ventre 
gonfio, capì che stava per morire per la sua ingordigia.
Tutto sommato era felice per la vita allegra che aveva
condotto, ma non voleva andarsene così, solo,
abbandonato da tutti.
Si ricordò allora di avere una sorella, una donnina
fragile, snella , di nome Quaresima,
che lui, un giorno, aveva cacciato di corte.
La mandò a chiamare e lei, generosa, accorse;
gli promise di assisterlo e farlo vivere altri tre giorni,
domenica, lunedì e martedì, ma in cambio pretese di 
essere l’erede del regno.
Re Carnevale accettò e passò gli ultimi tre giorni della
sua vita divertendosi il più possibile.
Morì la sera del martedì e sul trono, come
precedentemente avevano stabilito, salì Quaresima.
Per risollevare l’economia del regno, lavorò duro e
grosse penitenze furono le caratteristiche del suo
governo.
In molti paesi oggi la Quaresima è rappresentata
da una “pupattola” appesa ai balconi delle abitazioni.
E’ una bambola di pezza, raffigurante una vecchia magra e
brutta, con un fazzoletto in testa.
L’abito è spesso realizzato con la stoffa nera . 
Alle gambe della bambola è appesa un’arancia, in cui
sono infilate 7 penne di gallina, da sfilarsi una ogni
domenica che precede la Pasqua.
(da: POESIA E NARRATIVA)
.
Gyurka: In piazza mi sono fermato un attimo per riprendere forza, era quella certa ora del giorno che preferivo, la riconoscevo qui come al campo, e subito mi sono sentito travolgere da un senso di pene e di impotenza che tagliente e doloroso si impossessava di me, provavo nostalgia… si forse nei lagher la vita era più semplice e pura.. mi tornava in mente tutto, anche quelli che mi avevano salvato, e per la prima volta ho pensato a loro, uno per uno con una specie di affettuoso rancore.. ma non esageriamo, tanto so bene che si accetta ogni ragione pur di poter vivere, mi sono guardato attorno nella piazza che si arrendeva al tramonto, umida di pioggia e al tempo stesso piena di mille speranze, e ho subito sentito che dentro di me stava crescendo la disponibilità a proseguire una vita non proseguibile, ricordavo i progetti di mia madre, voleva che diventassi ingegnere, medico o qualcosa del genere, e così sarà con certezza, non esiste cosa se pur assurda che non si possa vivere, è naturale… e sul mio cammino, lo so bene, è già in agguato come una trappola inevitabile.. la felicità. Anche li accanto alle ciminiere dei forni, nell’intervallo fra i tormenti, c’era qualcosa che in qualche modo le assomigliava, tutti mi chiedono soltanto dell’orrore, ma è della felicità dei campi di concentramento che dovrei parlare la prossima volta che me lo chiederanno… semmai lo faranno, e sempre che io non l’abbia dimenticata… ( dal film: Senza destino)
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