…Dedicato a tutti quelli che stanno aspettando
dedicato a tutti quelli che rimangono dei sognatori
per questo sempre più da soli….
(E. Ramazzotti)
Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
Ho preso a prestito il titolo da Nazim Hikmet ma come potrei trovare parole migliori per definire ciò che dovrebbe essere questa piovosa primavera?… Scrivo ora, mentre qua c’è un rumorosissimo temporale accompagnato da una specie di diluvio, l’ennesimo… 
Ho mal di gola e di orecchie come mi capita d’inverno, la sinusite ha fatto la sua comparsa, i fiori del giardino con tanti acquazzoni ormai sembrano spinaci lessi, l’erba non l’avrei mai immaginata così verde, sembra quasi finta, i fiumi? Dopo uscire dai loro argini un po’ tutti i fiumi dei dintorni (le fortune di chi sta fra il torinese e il cuneese sono anche queste) convertendoci in una specie di penisola attorniata d’acqua ovunque con un solo collegamento, l’autostrada per Torino, ora rientrati più o meno nei loro argini si stanno comportando in modo egregio date le prove continue a cui sono sottoposti… ma incomincio a scoraggiarmi… continuerà così per molto? ce la faranno i fiumi a tenere ancora? finiremo anche noi ricoperti di verde muschio?
Volevo augurare una buona domenica a tutti, ma mi viene più facile augurarvi che almeno voi riusciate a vedere qualche spicchio di sole…o che riusciate a passeggiare con l’ombrello chiuso… 🙂
Stamane c’è un meraviglioso sole e dopo tanta pioggia tutto è verde ed i boccioli nel giardino sembrano non voler attendere altro…. e mentre guardo i “nuovi arrivati” mi ritorna in mente…
.
Imparai ben presto a conoscere meglio questo fiore. C’erano sempre stati sul pianeta del piccolo principe dei fiori molto semplici, ornati di una sola raggiera di petali, che non tenevano posto e non disturbavano nessuno. Apparivano un mattino nell’erba e si spegnevano la sera. Ma questo era spuntato un giorno, da un seme venuto chissà da dove, e il piccolo principe aveva sorvegliato da vicino questo ramoscello che non assomigliava a nessun altro ramoscello. Poteva essere una nuova specie di baobab. Ma l’arbusto cessò presto di crescere e cominciò a preparare un fiore.
.
Il piccolo principe che assisteva alla formazione di un bocciolo enorme, sentiva che ne sarebbe uscita un’apparizione miracolosa, ma il fiore non smetteva più di prepararsi ad essere bello, al riparo della sua camera verde. Sceglieva con cura i suoi colori, si vestiva lentamente, aggiustava i suoi petali ad uno ad uno. Non voleva uscire sgualcito come un papavero. Non voleva apparire che nel pieno splendore della sua bellezza. Eh, si, c’era una gran civetteria in tutto questo! La sua misteriosa toeletta era durata giorni e giorni. E poi, ecco che un mattino, proprio all’ora del levar del sole, si era mostrato. E lui, che aveva lavorato con tanta precisione, disse sbadigliando:
“Ah! mi sveglio ora. Ti chiedo scusa… sono ancora tutto spettinato…”
.
Il piccolo principe allora non potè frenare la sua ammirazione:
“Come sei bello !”
.
.
“Vero”, rispose dolcemente il fiore, “e sono insieme al sole…”
.
Il piccolo principe indovinò che non era molto modesto, ma era così commovente!
.
“Credo che sia l’ora del caffèlatte”, aveva aggiunto, “vorresti pensare a me…”
.
E il piccolo principe, tutto confuso, andò a cercare un innaffiatoio di acqua fresca e servì al fiore la sua colazione.
.
(dal Piccolo Principe di Antoine Marie Roger De Saint-Exupéry)
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.