…pensiero del giorno

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Perchè il voler bene non si compra,

non si vende,

non si impone con il coltello alla gola,

nè si può evitare:

il voler bene succede.

(Jorge Amado)

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una immagine di…buongiorno

E’ sabato…epioggia finalmente la pioggia ha deciso di darci una tregua. Inizia un altro weekend che vorremmo rilassante, divertente, sereno… giusto per ricaricare le batterie e staccare dal lavoro quotidiano, dalla routine…att00010

Che sia un buon sabato per tutti noi …io ve lo auguro con ciò che a me più diverte, sistemare una foto in un modo non consueto.  Perché tutto nella vita si può guardare così come sembra, come la foto era all’inizio, soltanto una foto buffa e curiosa, o in tanti altri modi forse imprevedibili che potrebbero darle un’altra perspettiva…  si può sempre tentare di vedere le cose diverse da come appaiono a prima vista,  qualcosa potrebbe emergere dall’insieme e prendere un’importanza maggiore ed il resto… potrebbe, come in questo caso,  sembrare differente un po’ incorniciato di rosa…  arcobaleno

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…un sorriso di buonanotte

I malintesi a volte causano situazioni imbarazzanti e curiose…come quando per rallegrare la festa di compleanno di un bambina al posto del clown arriva…. meglio che lo guardate voi stessi 😀

leggenda del giorno: La casa del tuono

Una leggenda sulla grandiosa piramide di El Tajín eretta dai totonacas, gli indigeni che occupavano il territorio di Veracruz in Messico.

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Raccontano i vecchi che fra Totomoxlte e Coatzintlali c’era una caverna dove gli antichi sacerdoti avevano eretto un tempio dedicato al dio del Tuono, della pioggia e delle acque dei fiumi.

In quei lontani tempi ancora nulla si sapeva degli spagnoli né dei grandi Totonacas, che vissero in questo territorio che assunse il nome di Totonacan.

Sette sacerdoti si radunavano ogni volta che si doveva coltivare la terra, seminare e raccogliere i frutti.  Sette volte invocavano gli dei e intonavano canti in direzione dei quattro punti cardinali, perchè secondo i loro calcoli esoterici, quattro per sette erano 28 e 28 sono i giorni che compongono il ciclo lunare.

Questi vecchi sacerdoti suonavano il gran tamburo del tuono, trascinavano pelli secche di animali per tutta la grotta e lanciavano freccie infuocate al cielo. E poco dopo, assordanti e furibondi tuoni riempivano lo spazio ed i lampi accecavano gli animali della foresta e le specie acquatiche che vivevano nei fiumi.

Pioggie torrenziali e temporali si abbattevano sopra la grotta per molti giorni e notti e certe volte persino i fiumi Huitizilac e Papaloapan (quello delle farfalle) straripavano coprendo d’acqua e fango le sponde e causando enormi desastri. E più trascinavano le pelli più rumorosi erano i torrenti e più si colpiva il gran tamburo di cerimonie, maggiore era il rumore dei tuoni e più freccie infuocate si scagliavano, maggiore era il numero dei lampi.

Passarono i secoli… E un giorno arrivò un popolo vestito in modo singolare, con altri costumi, leggi e religione. Dicevano di venire dalle terre oltre il grande mare di turchese (il Golfo del Messico) e uomini, donne e bambini sorridevano sempre come se fossero gli essere più felici della terra. Forse questa gioia  era dovuta a che dopo tutta la  mancanza di cibo sofferta nelle acque burrascose del convulso mare erano finalmente approdati sulle coste tropicali dove c’era di tutto,  frutti ed animali di cacciagione, acque e clima splendido. Si stabilirono in quel luogo al quale dettero il nome, nella loro lingua, di Totanacan e loro stessi si dissero totanacas.

Ma i sacerdoti, i sette sacerdoti della caverna del tuono, non erano d’accordo con quell’invasione di stranieri portatori di una gran cultura e andarono nella grotta a produrre tuoni, lampi, fulmini e pioggie torrenziali con il fine di impaurirli.

Piovve molto per parecchi giorni e notti, fino a che qualcuno si rese conto che questi temporali erano provocati dai sette stregoni, i sette sacerdoti della caverna dei tuoni.

Non essendo amici della violenza, i totonacas li misero in una piccola barca e rifornendoli di provviste ed acqua li misero nel mare dei turchesi dove si persero le loro tracce per sempre.

Ma ora c’era bisogno di dominare questi dei del tuono e delle pioggie per evitare la distruzione del popolo totonaca e così si radunarono i saggi, i sacerdoti e le più autorevoli personalità decidendo che nulla poteva farsi contro quelle forze che oggi noi semplicemente chiamiamo naturali e che sarebbe stato meglio rendergli culto, adorare questi dei e pregare ed intercedere per la loro magnanimità verso questo popolo appena scampato al mostruoso disastro.

Ed in quello stesso luogo dove sorgeva il tempio e la caverna e si esercitava il culto al dio del tuono, i totonacas o “uomini sorridenti” eressero lo straordinario tempio del Tajìn, che nella loro lingua vuol dire “luogo dei temporali”. E non soltanto si rese culto al dio del tuono ma lo si implorò per 365 giorni, tanti quante le nicchie del monumento, invocando il buon tempo nell’epoca dell’anno che serviva e la pioggia quando è utile per rendere fertile le sementi.

Oggi questo meraviglioso tempio noto in tutto il mondo come piramide o tempio di El Tajín si erge nel luogo dove curiosamente sembrano generarsi i temporali, i tuoni e le piogge torrenziali.

Così nacque la piramide di El Tajín, eretta con venerazione e rispetto al dio del tuono, adorato da quelle genti che vissero molto prima dell’arrivo degli stranieri, quando il mondo sembrava cominciare ad esistere.

Fonte: www.redmexicana.com