
FRAPPE: storia e ricetta del dolce di Carnevale.
Uova, farina, burro, zucchero: pochi ingredienti che ben amalgamati danno vita ad un dolce semplice ma che nel periodo del Carnevale non può mancare sulle tavole disseminate lungo lo stivale. Fritte o al forno, declinate in numerose varianti, le frappe sono sempre una golosità a cui anche chi è a dieta non può rinunciare. 😋
Carnevale, tempo di chiacchiere
Bugie, cenci, chiacchiere, gasse, maraviglias, sfrappole, stracci: mille nomi, un solo dolce che unisce l’Italia in una sfoglia fritta, zuccherosa e friabile.
Chiacchiere è il nome con cui sono più comunemente; ma qual è l’origine di questo appellativo? Sembra che la Regina Margherita di Savoia desiderasse un dolce da gustare assieme alle sue amiche “tra una chiacchiera e l’altra”. Ecco allora che lo chef Raffaele Esposito unendo magistralmente pochi e semplici ingredienti, realizzò questi gustosi dolcetti che per l’occasione presero proprio il nome di chiacchiere.
Le frappe, un dolce dall’antichità
L’origine delle frappe sembra risalire ai Saturnalia che si celebravano nell’antica Roma; durante questa festa che per alcune sfumature può ricordare l’odierno Carnevale, venivano distribuiti tra la folla i frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale ricoperti con il miele. Apicio, gastronomo, cuoco e scrittore romano vissuto a cavallo fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., le descrive, nel suo De re coquinaria, come “frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele”.
Le bugie, un dolce che ha attraversato la storia
Cosparse di zucchero, immerse nel cioccolato o nel miele, le bugie sono arrivate ai nostri giorni attraversando i secoli; una ricetta che nel tempo si è perfezionata, arricchita, alleggerita per andare incontro alle esigenze dei più salutisti che ne prediligono la versione al forno. (da: orizzonte cultura.com)


Meno male, 😀 oggi posso inviare un commento goloso, ieri l’ho scritto ben 4 volte ma non riuscivo a inviare, ora ho capito il da farsi, nonostante fosse registrata e avesse fatto l’accesso per inviare il commento dovevo registrarmi o accedere una seconda volta, almeno cosi mi pare… cmq soltanto volevo dire che leggendo il post avevo l’acquolina in bocca e aggiungevo:…che buone le bugie!! che e come noi chiamiamo qua questi dolci di carnevale 🙂