È passato ancora del tempo dall’ultima volta che sono tornata in questo mio angolo virtuale dove trovare un po’ di tranquillità e serenità. I giorni passano veloci ma sembrano tutti uguali. Forse siamo malati non del virus ma di un’altra malattia ancora più subdola e infame: l’ABITUDINE. Ormai ogni cambiamento ci lascia indifferenti, siamo ormai assuefatti a tutto o quasi.

“L’abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.
L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.”
(Oriana Fallaci)
Ma io sono ottimista e credo negli insegnamenti dei Navajo…

“Ogni giorno è diverso dall’altro, ogni alba porta con sè il suo speciale miracolo, il suo istante magico, in cui si distruggono gli universi passati e nascono nuove stelle.
I Navajo, infatti, insegnano ai loro bambini che ogni mattina il sole che sorge e’ un sole nuovo.
Nasce ogni giorno, vive solo per quel giorno, muore alla sera e non ritornerà più.Dicono ai loro piccoli: Il sole ha solo questo giorno, un giorno. Vivi bene la tua vita in modo che il sole non abbia sprecato il suo tempo prezioso.”
(tratto dal libro: Le Valchirie, Paulo Coelho)
Siediti ai bordi dell’aurora,
per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte,
per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente,
per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio,
Dio ti parlerà.

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