Sono passati 10 anni dall’attentato alle Torri Gemelle di New York, 10 anni da quando il mondo ha scoperto che cosa sia veramente il terrore e da allora non è stato più lo stesso.
Il terrore sembra scoppiato dalle viscere della terra quasi come un’eruzione vulcanica che ricopre tutto di cenere e lapilli fino ad oscurare il sole.
Ma questa “notte” che ha raggelato i nostri cuori, dovrà pur finire e la speranza in un mondo migliore non dovrà mai venir meno soprattutto oggi che assistiamo impotenti alla caduta di tanti valori propri dell’uomo che sa di possedere anche un’anima.
In questi giorni qui ad Ancona si tiene il XXV Congresso Eucaristico Nazionale che terminerà proprio domani, 11 settembre, con la visita del Papa.
Anche se io sono una cattolica diciamo..”pallida”, devo dire che seguendo l’avvenimento su internet, ho avuto modo di riflettere un pò e penso che la domanda che è il tema del Congresso “Signore, da chi andremo?”, ce la dovremmo porre un pò tutti, a prescindere dal nostro credo individuale.
Un tema del Congresso che secondo me ben rappresenta l’uomo che interroga ed ascolta la propria anima è stato quello trattato nella serata musicale col Maestro Giovanni Allevi, serata che ha concluso degnamente la “Festa del mare”, cerimonia storica molto cara a noi anconetani.




Ancona “laddove alba e tramonto si guardano negli occhi per poi rispecchiarsi in mare” era il luogo migliore dove farsi quella domanda… Signore, da chi andremo? dove si dirigerà l’uomo per trovare la forza di superare eventi come quelli del 11 settembre?
Speriamo che sia quale sia la religione o le idee che ispirino ciascuno di noi l’odio tremendo che può ispirare un 11 settembre contro esseri indifesi e senza nessun altra colpa che quella di essere americani, occidentali in una parola perchè gli attentati successivi questo hanno dimostrato, non torni più a ispirare le azioni di nessuno, che le coscienze si svegliono e si lasci spazio al posto dell’odio che solo distrugge alla vera essenza dell’essere umano, al dialogo ed alla vicinanza fra i popoli, perchè siamo diversi si, ma proprio in questo risiede la nostra maggior risorsa…..