PADRE, SE ANCHE TU NON FOSSI IL MIO
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t’amerei.
Che’ mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella, mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando.
(la caparbia avea fatto non so che)
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura, ti mancava il cuore:
che’ avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l’attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch’era il tu di prima.
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini gia’ tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.
(Camillo Sbarbaro)



Che bella idea ricordare la poesia di Camillo Sbarbaro, lo hanno fatto in pochi oggi. Noi sì! http://blog.mammenellarete.it/?p=185
E’ una poesia bellissima…
Ciao Mamma nella rete felice di vederti 🙂 Si, anche a me piace molto la poesia di Sbarbaro… è molto bella…