.
La felicità è conoscere e meravigliarsi.
(Jacques Cousteau)
Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
Sempre è viva la fede nel cuori degli uomini….Disse il sacerdote vedendo la chiesa piena.
Erano operai del quartiere più povero di Rio de Janeiro, riuniti quella notte con un unico obbiettivo comune: la messa di Natale. Si sentì molto confortato. Con passo degno, arrivò al centro dell’altare.
a,b,c, c, …..
Era, sembrava, un bambino colui che disturbava la solennità dell’ufficio. Gli assistenti si girarono indietro, disturbati.
a, b, c, d,…
-Fermati! – disse il prete.
Il bambino sembrava svegliarsi da un trance. Lanciò uno sguardo impaurito attorno, ed il suo viso divenne rosso dalla vergogna.
-Cosa fai? Non vedi che disturbi le nostre preghiere?
Il bambino abbassò la testa e le lacrime scesero sulle sue guance…
-Dov’è tua madre? -Insistette il sacerdote- Non ti ha insegnato a seguire la messa?
Con la testa bassa il bambino rispose:
-Perdonami padre, ma io non ho imparato a pregare. Sono cresciuto per strada senza padre ne madre. Oggi, com’è Natale, avevo bisogno di parlare con Dio. Ma non so che lingua Lui capisca, per quello dico solo le lettere che io conosco. Ho pensato che, lì in alto, Lui potrebbe prendere queste lettere e formare le parole e le frasi che gli piacciano.
Il bambino si alzò.
-Me ne vado -disse-. Non voglio disturbare le persone che sanno così bene comunicare con Dio.
-Vieni con me -gli rispose il sacerdote. Prese per mano il bambino e lo condusse all’altare. Dopo si diresse ai fedeli.
Questa notte, prima della messa, faremmo una preghiera speciale. Lasceremo che Dio scriva ciò che desideri sentire. Ogni lettera corrisponderà ad un momento dell’anno, in cui riusciremo a fare una azione, lottare con coraggio per realizzare un sogno o dire una preghiera senza parole. E gli chiederemo che metta ordine alle lettere della nostra vita. Chiederemo nel nostro cuore che queste lettere le permettano di creare le parole e le frasi che Lui gradisce.
Ad occhi chiusi, il sacerdote si mise a recitare l’alfabeto.
E così fece tutta la chiesa:
a, b, c, d,….
.
(Paulo Coelho)
.
AUGURI DI NATALE
di Alberto Presutti
.
Tra poco sarà Natale
e una cometa di ricordi
mi porta via
mentre la vita
mi spoglia a poco a poco
della mia giovinezza e idealita’,
e vorrei portare a ritroso
le lancette dell’orologio
quando acerbo bambino
credevo a Babbo Natale
e non ero il solo…
vorrei tornare fanciullo
per un’unica notte.
Quella di NATALE!
.
BABBO NATALE stanco
🙂 Ci siamo!!… Ormai tutti avrete avuto la vostra dose di auguri da tutti… ci saranno quelli bellissimi, quelli così così, gli originali, quelli scontati e soliti…di tutti i tipi e per tutti i gusti… Io vi auguro solo di poter vedere le cose con lo stupore di un bambino, con quello sguardo pulito e pieno di attese e speranze, nonostante tutto quello che possa capitare… 🙂
.
.
Aaah dimenticavooo! …una richiesta a Babbo Natale…che porti a tutti, ma in particolare alla mia cara Marta che mi deve sopportare ogni giorno, una cammionata di aria leggera per sollevarci dai pesi da affrontare … 🙂
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.