Ci sono molte storie su questo festival, che ha cinquecento anni. La leggenda più antica è quella del re Mahabali.
Si narra che la gente di quella regione fosse estremamente felice e contenta durante il suo regno. Erano così felici che gli dei si ingelosirono e chiesero al Signore Vishnu di portargli via il regno. Vishnu si travestì e scese nelle vesti del Bramino nano Vamana e chiese al re tre passi di terra, passi piccolissimi visto che era un nano, e il re glieli dette prontamente.
Ma poi Vishnu si levò il travestimento, ed i suoi passi divennero enormi, così che con due passi coprì il cielo e la terra.
Mahabali allora, rimasto senza più terra, offrì a Vishnu la propria testa per mantenere la sua parola e dargli il terzo passo. Vishnu gli garantì un ultimo desiderio, che fu quello di poter tornare una volta all’anno a visitare il regno.
La ricorrenza del festival di Onam è intesa a dare il benvenuto a Mahabali che torna ogni anno, ed è per questo che viene celebrato con tale gioia.
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Secondo un’ altra leggenda molto antica, una volta una barca, denominata Palliodam, navigava sul fiume, carica di cibo.
All’improvviso, ad una curva del fiume, i vogatori cercarono di virare, ma senza successo. Il capo spirituale,Bhattathiripad, credendo che questo fosse un segno di malaugurio, approdò sulla riva del fiume.
Là, vide una capanna con una luce fioca accesa. Entrò, e trovò una povera vedova che piangeva, e dei bambini che dormivano sul pavimento. Lei disse che non aveva cibo per nutrire i suoi bambini, e che questi si erano addormentati affamati.
Allora lui prese del cibo dalla barca e lo consegnò a quella povera e disgraziata famiglia.
Da allora c’è l’usanza di dar mangiare ad una persona povera prima di dar inizio al festival di Onam.
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Da 250 anni centinaia di uomini celebrano la ricorrenza disegnandosi l’immagine dell’animale sul corpo e danzando al ritmo dei tamburi.
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