La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti.
John Lennon
Guernica di Picasso
Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
Era il tempo in cui dei e uomini e spiriti e animali, si dividevano equamente i regni del cielo e della terra e sopra i rami di Yggdrasil il frassino, nidificava l’aquila.
In quel tempo, dunque, negli abissi verdi e profondi che dell’Oceano viveva il re del mare, con la sua regina ed una schiera di splendidi figli, sani e vigorosi e belli e forti, tanto da riempire di orgoglio il cuore del padre con la loro esistenza.
Nulla era paragonabile alla splendente gioventù dei maschi che gareggiavano fra loro, lottando per gioco fra la schiuma biancastra dei cavalloni. Nessun essere vivente eguagliava la grazia soave delle fanciulle, che danzavano sulla quieta superficie delle acque.
Il re del mare viveva appagato e lieto nel suo regno d’acque e silenzi, in quel tempo sereno, e gli abissi profondi lo nascondevano all’invidia di uomini e dei.
Venne, però il tempo della sofferenza, quando la buona regina morì come ognuno muore, e il mare si fece di lacrime per il dolore del suo re e dei suoi figli. Pianse a lungo il re del mare, piansero i giovani e le fanciulle, poi fu necessario trovare al vedovo una nuova sposa, perché non rimanesse senza una regina. Fu scelta, allora, una donna fra coloro che abitavano la superficie, una donna di grande bellezza, esperta nel parlare con gli spiriti della terra, delle acque e del cielo.
In un primo tempo la donna del popolo degli umani fu conquistata dai bei figli del re del mare e, per amore del marito, li accudì e si preoccupò del loro benessere. Quando, però si accorse di portare un figlio dentro il grembo, prese a malvolere i giovani figliastri, poiché desiderava che solamente il suo fra tutti i figli del re del mare, ereditasse il regno degli abissi profondi.
Strega potente qual era avvolse i figliastri con una malia, mutò il loro aspetto cambiando in pinne le loro braccia, unendo in una coda le loro gambe. Fece bruna e soffice pelliccia della serica pelle delle fanciulle, diede zanne possenti ai maschi e, perché non potessero lagnarsi con il padre del torto subito, rese inarticolati lamenti le loro parole; solo gli occhi, quelli, li lasciò immutati: bruni e dolcissimi e dolenti.
Li cacciò, poi dagli abissi verso la superficie, condannandoli a dover respirare l’aria degli umani per poter sopravvivere ed andò a dire al re del mare che i figli erano morti, così come la madre.
Ancor oggi i figli del re del mare corrono fra le onde lottando per gioco e le sue figlie nuotano con impareggiabile grazia sui fondali e nelle notti di luna piena vengono sulla riva delle isole a nordovest e si spogliano della loro morbida, bruna pelle per danzare nella luce biancastra.
Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.
Hermann Hesse
La Banda, Fernando Botero
Mi piace viaggiare, mi è sempre piaciuto; finchè ho potuto sono andata un pò dove mi portava il cuore… 🙂 è il caso di dirlo perchè gli itinerari me li sono fatti sempre da me e su misura per la mia famiglia.
Ora purtroppo sono in stand-by nella realtà 😦 e allora approfitto per “viaggiare” in rete…perchè l’anima del viaggiatore non si ferma mai… 🙂
Qualunque sia, il viaggio è sempre una scoperta che ti avvicina a cose e persone le più diverse e quest’ultime in qualche modo, sia se rimangono nei nostri cuori a lungo da poterli chiamare “amici” oppure solo per un momento, entrano comunque nella nostra vita.
E, proprio “viaggiando” in rete, a volte faccio delle bellissime scoperte.. 😮
Oggi, per esempio, mi sono imbattuta nel post di SHYMAY che mi ha fatto conoscere “L’ALBERO DEGLI AMICI” di Jorge Luis Borges, bellissimo racconto veramente…e pieno di significati per me in questo momento, come non mai.
Jorge Luis Borges: L’Albero degli Amici.
Nelle nostre vite esistono persone che ci rendono felici per la semplice casualità di averle incrociate nel nostro cammino.
Alcune percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, altre che vediamo appena tra un passo e l’altro.
Tutte le chiamiamo amici e ce ne sono di diversi tipi. Forse ogni foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
Il primo che nasce da un germoglio è il nostro amico papà e nostra amica mamma che ci mostrano com’è la vita. Poi vengono gli amici fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio perché possano fiorire come noi. Passiamo a conoscere tutta la famiglia di foglie che rispettiamo e alle quali auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta altri amici, che non sapevamo di incontrare nel nostro cammino . Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno ciò che ci rende felici. E a volte uno di quegli amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora viene chiamato innamorato. Questo amico da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche gli amici “del momento”, di una vacanza di alcuni giorni o di alcune ore. Sono soliti collocare molti sorrisi sul nostro volto, per tutto il tempo in cui siamo vicini.
Parliamo di quelli vicino, non possiamo dimenticare gli amici lontani, quelli che sono nella punta dei rami e che quando soffia il vento appaiono sempre tra una foglia e l’altra. Il tempo passa, l ‘estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono un’altra estate e altre resteranno per molte stagioni.
Però ciò che ci rende più felici è che quelle che sono cadute continuano vicine, aumentando la nostra radice con allegria. Sono momenti di ricordi meravigliosi di quando le incontrammo nel nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, salute, fortuna e prosperità. Oggi e sempre… semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po’ di sé, e si porta via un po’ di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non ci avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.