Venti e onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili.
(Edward Gibbon)
Laird Hamilton
Per stare insieme…e divertirsi…e imparare sempre cose nuove.
Venti e onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili.
(Edward Gibbon)
Laird Hamilton
Ode alla vita
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ‘i’
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda)
Julieta Venegas y Dante Spinetta – Primer Día
Oggi è stata veramente una giornata indimenticabile…per me e credo per chi si è appassionato alla 32ma America’s Cup..!
Ho seguito tutte le regate facendo il tifo prima per Luna Rossa.. 🙂 ma poi, con la sua uscita di scena, la mia preferenza è andata al Defender Alinghi…ma solo per un fatto…se la Coppa fosse restata in Europa…forse avrei potuto cominciare a sognare…! Cosa… direte voi? Beh…di poter seguire la prossima dal vivo, almeno per un weekend…e perchè no…magari insieme alla mia amica di tanti commenti…via msn..! 🙂 Che ne dici Sol..?
Alinghi difende la Coppa nella più emozionante finale dell’America’s Cup…!
E la coppa delle 10 ghinee è ancora sua..!
http://www.repubblica.it/2007/04/gallerie/vuittoncup/vittoria-alinghi/vittoria-alinghi.html
America’s Cup, brivido e trionfo per Alinghi
http://www.repubblica.it/2007/04/gallerie/vuittoncup/alinghi-festa/alinghi-festa.html
America’s cup, la festa di Alinghi
“Una leggenda è un racconto di avvenimenti straordinari riguardanti cose, persone, posti o eventi che si ritengono storicamente veri o verosimili.Poiché la leggenda è sempre collegata e fa sempre riferimento alla storia, essa è diversa dalla fiaba e dalla favola i cui personaggi o avvenimenti sono costantemente immersi in una dimensione solo fantastica.
La leggenda presuppone necessariamente l’esistenza di fatti storici da cui partire e su cui lavorare anche con la fantasia.
Ogni popolo, ogni cultura ha le sue leggende, piccoli frammenti di storia dai contorni magici.”
(By Soraya)
Ecco, io sono sempre stata più affascinata dalle leggende che dalle fiabe e amo le tradizioni, i miti e tutto ciò che è la leggenda di un popolo.
Le leggende degli Indiani d’America hanno sempre avuto per me un fascino particolare…! 🙂
La leggenda della Luna Piena
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

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